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Finanza
07 Aprile 2026 - 11:50
Pershing Square Capital Management, il fondo guidato da Bill Ackman, ha presentato un’offerta per acquisire Universal Music Group, valutando il colosso discografico oltre 63 miliardi di dollari. La reazione è stata rapida: il titolo Universal ha registrato un forte rialzo, segno dell’interesse degli investitori per una possibile svolta strategica.
Il piano prevede la fusione con Pershing Square Sparc Holdings, società registrata presso la SEC. Il nuovo gruppo nascerebbe con sede in Nevada e con una quotazione al New York Stock Exchange, abbandonando Amsterdam. Un passaggio tutt’altro che simbolico: significa spostare il centro finanziario della più grande etichetta musicale al mondo nel cuore dei mercati americani.
Secondo Ackman, il valore di Universal non riflette pienamente le sue performance operative. Il titolo, sostiene, è stato penalizzato da fattori esterni al business musicale, criticità che potrebbero essere superate proprio con questa operazione e con una maggiore esposizione al mercato statunitense. L’offerta si attesta intorno ai 30,40 euro per azione, pari a circa 35 dollari, con una combinazione di contanti e azioni. La valutazione complessiva supera i 55 miliardi di euro.
Universal, che rappresenta artisti globali come Taylor Swift e Bad Bunny, mantiene una struttura internazionale con quartier generale operativo a Santa Monica e sede legale nei Paesi Bassi. Quotata a Euronext Amsterdam dal 2021 dopo lo spin-off da Vivendi, oggi si trova davanti a un possibile cambio di paradigma.
Al momento, dalla società non sono arrivati commenti ufficiali. Ma il mercato ha già iniziato a esprimere un giudizio.
Bill Ackman è uno degli investitori più noti e discussi di Wall Street. Fondatore di Pershing Square Capital Management, ha costruito la sua reputazione con operazioni ad alto impatto e posizioni spesso controcorrente. Nel corso degli anni ha scommesso su grandi società quotate, intervenendo attivamente nella gestione per aumentarne il valore.
Tra le sue operazioni più note figurano gli investimenti in aziende come Chipotle, Hilton e Lowe’s, così come alcune battaglie finanziarie molto pubbliche, tra cui quella contro Herbalife. Ackman è conosciuto per il suo approccio attivista e per la capacità di influenzare strategie aziendali e governance. Negli ultimi anni aveva già mostrato interesse diretto per Universal Music, entrando nel capitale e sedendo nel consiglio di amministrazione fino al 2025.
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