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14 Aprile 2026 - 19:00
È ufficialmente operativo in tutta l’Unione europea il nuovo sistema EES (Entry/Exit System), la piattaforma digitale che sostituisce il tradizionale timbro sul passaporto nei controlli alle frontiere esterne dello spazio Schengen. Dopo una fase di test avviata lo scorso ottobre, il sistema è ora a pieno regime con l’obiettivo di rendere più moderni e sicuri i flussi di ingresso e uscita dei viaggiatori extra-Ue.
Secondo il commissario europeo per gli Affari interni e la migrazione, Magnus Brunner, si tratta del sistema di gestione delle frontiere più avanzato al mondo, capace di registrare in modo digitale dati biometrici e informazioni di viaggio dei cittadini non europei.
Il sistema riguarda i cittadini di Paesi extra-Ue e non Schengen che entrano per soggiorni brevi. Ogni ingresso e uscita viene registrato elettronicamente insieme a foto e impronte digitali, con la regola del limite massimo di 90 giorni ogni 180 giorni per turismo, lavoro o brevi soggiorni. L’obiettivo è superare definitivamente il timbro manuale, rendendo i controlli più rapidi e tracciabili.
L’EES si applica ai viaggiatori diretti verso i Paesi dell’area Schengen, inclusi Stati Ue come Italia, Francia e Germania, e Paesi associati come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein. Sono esclusi Irlanda e Cipro, che non fanno parte dello spazio Schengen e continueranno con controlli tradizionali.
Previste numerose esenzioni, tra cui cittadini europei, residenti con permessi validi, diplomatici, militari Nato, personale internazionale e alcune categorie di viaggiatori per motivi di studio, ricerca o lavoro qualificato, oltre ai cittadini di microstati come San Marino, Monaco e Vaticano.
Secondo Bruxelles, il nuovo sistema rafforza la sicurezza delle frontiere, migliora l’efficienza dei controlli e aiuta a contrastare soggiorni irregolari e documenti falsi. Tra i vantaggi attesi: controlli più rapidi grazie a procedure automatizzate e self-service, maggiore tracciabilità dei flussi e più strumenti per individuare rischi di sicurezza.
Nella fase di avvio non si escludono rallentamenti negli aeroporti, con possibili tempi di attesa più lunghi. I viaggiatori potrebbero dover presentarsi in anticipo fino a circa due ore rispetto al normale.
Nonostante ciò, l’Ue considera l’EES un passaggio chiave verso una gestione più moderna delle frontiere, con milioni di movimenti già registrati e migliaia di ingressi negati per motivi di sicurezza.
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