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EasyJet resiste alla tempesta del carburante: “Nessun taglio ai voli, fiducia totale nelle forniture”

Tra crisi energetica e tensioni in Medio Oriente, la compagnia britannica rassicura. Scorte garantite, operatività stabile e programmazione estiva confermata nonostante i rincari record del cherosene

EasyJet resiste alla tempesta del carburante: “Nessun taglio ai voli, fiducia totale nelle forniture”

Il settore dell’aviazione sta attraversando una fase particolarmente delicata a causa delle tensioni internazionali e del conseguente aumento dei costi energetici. Le compagnie aeree, infatti, si trovano a fare i conti con una forte crisi del carburante e con possibili criticità operative legate alla sicurezza delle rotte, aggravate dall’instabilità in Medio Oriente.

Secondo i dati diffusi dall’IATA, il prezzo medio del cherosene per aerei ha raggiunto circa 195 dollari al barile, una cifra più che raddoppiata rispetto agli 87 dollari registrati prima dell’escalation del conflitto. Un aumento che sta mettendo sotto pressione l’intero comparto.

In questo scenario, alcune compagnie hanno scelto misure drastiche. È il caso di Ryanair, che avrebbe ridotto l’utilizzo delle scorte di carburante e cancellato alcune tratte, anche in ambito europeo, per contenere i costi e gestire l’incertezza dell’approvvigionamento.

Al contrario, altri operatori mantengono una linea più prudente ma ottimista. Tra questi c’è EasyJet, che attraverso il suo amministratore delegato Kenton Jarvis ha rassicurato sulla stabilità operativa della compagnia. Secondo il manager, al momento non emergono criticità immediate: le forniture risultano regolari e la visibilità sulle scorte copre il periodo almeno fino alla metà di maggio, senza previsioni di cancellazioni nel breve termine.

Il vero nodo, tuttavia, riguarda il medio periodo. Più che il prezzo del carburante, preoccupa la continuità degli approvvigionamenti qualora il conflitto dovesse prolungarsi ulteriormente. Anche su questo fronte, comunque, la compagnia britannica si dice fiduciosa, avendo già coperto circa il 70% del fabbisogno di carburante per l’anno fiscale in corso.

Nonostante le incertezze geopolitiche, la domanda di voli resta sostenuta. Il periodo pasquale ha rappresentato una delle fasi più positive per la compagnia, con un incremento significativo delle attività operative in vista dell’estate. L’azienda conferma, infatti, che la programmazione verso l’alta stagione procede regolarmente.

L’impatto della crisi si riflette, però, sui costi: solo nell’ultimo periodo, EasyJet ha dovuto sostenere una spesa aggiuntiva di circa 25 milioni di sterline per il carburante, segno concreto delle tensioni sul mercato energetico.

Mentre alcune compagnie adottano strategie difensive e riducono le operazioni, altre scelgono di mantenere stabilità e fiducia nella tenuta del settore, pur in un contesto internazionale ancora fortemente incerto.

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