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Emergenza 118, Torino rafforza la prima linea: 39 nuovi medici alla Città della Salute

Tra specialisti e specializzandi scatta il piano assunzioni. Già 17 nomine deliberate, ma resta il nodo della carenza di personale.

Emergenza 118, Torino rafforza la prima linea: 39 nuovi medici alla Città della Salute

Soccorritori del 118 dopo un intervento

Il sistema del 118 in Piemonte prova a rafforzarsi. Sono in totale 55 i medici pronti a entrare nel circuito dell’emergenza-urgenza extraospedaliera, tra cui 32 specialisti e 23 medici in formazione, selezionati attraverso il concorso pubblico per dirigente medico nelle discipline di Medicina d’emergenza-urgenza, anestesia e rianimazione.

A comunicarlo è una nota congiunta di Azienda Zero Piemonte, Aou Città della Salute e della Scienza di Torino e Asl Cn1, che fa il punto sull’avanzamento delle procedure di reclutamento.

Le graduatorie risultano già approvate per le sedi di Torino, Cuneo, Novara e Alessandria. E il processo è già entrato nella fase operativa: 17 assunzioni sono state deliberate, mentre altre sono in via di definizione attraverso lo scorrimento delle liste.

A Torino, le prime prese di servizio sono attese a breve. Il resto del personale verrà inserito progressivamente, secondo la disponibilità delle aziende sanitarie coinvolte.

Sul piano politico e organizzativo, la lettura è chiara. L’emergenza-urgenza resta uno dei punti più fragili della sanità pubblica, non solo a livello regionale ma nazionale ed europeo. Lo sottolinea l’assessore alla Sanità del Piemonte, Federico Riboldi, che parla di una spinta sulle assunzioni e di un’accelerazione delle procedure per rendere il sistema più stabile e attrattivo per i professionisti.

Dalla direzione di Azienda Zero Piemonte, il direttore generale Massimo D’Angelo evidenzia invece un altro fronte: la carenza strutturale di medici nel settore. Una criticità diffusa, che viene affrontata anche valorizzando i medici in formazione specialistica. Non solo come risposta temporanea alle carenze, ma attraverso percorsi di affiancamento, tutoraggio e progressiva autonomia, con l’obiettivo dichiarato di renderli parte integrante della tenuta del sistema.

Un rafforzamento, dunque, che segna un passo avanti operativo. Ma che allo stesso tempo conferma un equilibrio ancora delicato: quello tra bisogno immediato di personale e tenuta strutturale dell’intero sistema di emergenza.

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