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Guida al Modello 730: tutti i documenti necessari per non perdere le detrazioni

Dalla certificazione unica ai bonus edilizi: l'elenco completo dei documenti per la dichiarazione dei redditi.

Guida al Modello 730: tutti i documenti necessari per non perdere le detrazioni

L’appuntamento con la dichiarazione dei redditi 2026, riferita all'anno d'imposta 2025, si preannuncia come un passaggio delicato che richiede una pianificazione rigorosa per evitare errori e sanzioni. Per i contribuenti, organizzare un archivio documentale completo è il primo passo per trasformare un potenziale debito verso l'Erario in un prezioso credito a proprio favore.

Documenti necessari per il 730/2026

Identità: Copia documento e tessere sanitarie del nucleo familiare (figli a carico fino a 4.000€ di reddito se sotto i 24 anni).

Redditi: Certificazione Unica (CU), indennità INPS, assegni di mantenimento o borse di studio.

Casa: Atti di compravendita 2025, contratti di locazione e certificazione interessi mutuo prima casa.

Spese Sanitarie: Scontrini "parlanti" della farmacia e fatture per visite specialistiche.

Oneri Tracciabili: Ricevute di pagamento per asili, scuole, università e premi assicurativi.

Bonus Edilizi: Fatture, bonifici parlanti e dati catastali dell'immobile.

La base di ogni dichiarazione resta la Certificazione Unica (CU 2026), che riassume i redditi da lavoro o pensione, le ritenute e i contributi versati nel 2025. Tuttavia, è fondamentale non dimenticare le certificazioni di altre indennità come NASpI o cassa integrazione, oltre ai dati corretti del sostituto d'imposta che effettuerà il conguaglio nel 2026. Un elemento di continuità essenziale è rappresentato dalla dichiarazione dell'anno precedente (730/2025), necessaria per riportare crediti residui o rateizzazioni di detrazioni pluriennali, come quelle per le ristrutturazioni edilizie.

Il risparmio fiscale passa dal controllo delle spese sanitarie e d'istruzione. Per il 2026, il tetto per le spese di istruzione dei figli è stato elevato a 1.000 euro per alunno. Resta tassativo l’obbligo della tracciabilità: fatta eccezione per medicinali e strutture pubbliche, ogni detrazione (visite private, mutui, assicurazioni) deve essere dimostrata con ricevute di bancomat, carte di credito o bonifici, pena la perdita del beneficio.

Particolare attenzione va prestata alla gestione immobiliare. Oltre alle visure catastali aggiornate, chi affitta immobili deve presentare i contratti registrati; l'opzione per la cedolare secca (al 10% o 21%) rimane spesso la via più vantaggiosa, ma richiede una dichiarazione impeccabile dei canoni percepiti. Per chi ha usufruito dei bonus edilizi, sono indispensabili i "bonifici parlanti" e, nel caso dell’Ecobonus, la documentazione inviata all’Enea.

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