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Il reportage

La bocciofila che non esiste più tra abusivi, rifiuti e abbandono - IL VIDEO

Rimosse le macerie, si punta a un patto di collaborazione per allontanare gli abusivi

Un tavolo ancora apparecchiato, con qualche lattina e bottiglia che qualcuno si è scolato senza troppi problemi. E poi un letto ammassato in un angolo buio, rifiuti buttati dove capita e macerie. È tutto ciò che resta dell’ex bocciofila del Redentore, abbandonata da 5 anni e sgomberata dopo le segnalazioni del quartiere. Alle porte di piazza Livio Bianco (a Mirafiori) le grate tengono lontano i curiosi ma sbirciando dalle finestre ci si può fare più di un’idea.

Segni di occupazione nell'ex bocciofila

Una parte è stata totalmente blindata dalle occupazioni abusive. Dentro si riesce ancora ad entrare scavalcando (con un po’ di fatica), ma chi accede furtivamente non può andare oltre le prime due stanze. Dove i controsoffitti sono stati smontati e dove si cammina su un tappeto di cocci vetro e di polvere. Tra scritte sui muri e cattivi odori, che da queste parti la fanno da padroni. Sigillate, invece, le porte che conducono a quello che una volta era un salone polivalente.

L'interno della bocciofila

«La metteremo a bando questo mese ma non verrà abbattuta» profetizza il presidente della Circoscrizione 2, Luca Rolandi. Intanto dall’interno sono state rimosse, per quanto possibile, macerie e immondizia mentre il Verde centrale si è occupato di bonificare la zona esterna. Dopo il taglio dell’erba e un primo tentativo di messa in sicurezza, verranno tolte le recinzioni e alle spalle della bocciofila nascerà un giardino di cui potrà godere l’intero quartiere (e per il quale è già stata presentata la prima delibera).

L'accesso alla bocciofila

«È attivo un patto di collaborazione sulla piazza e sul giardino - continua Rolandi -, che prevede attività e iniziative ricreative ludico-sportive». A occuparsene sarà un pool di associazioni: Vivere Mirafiori, Cascina Roccafranca, parrocchia del Redentore, Sport Idea Kaleidos e Al femminile. Il sogno è quello di ridare lustro a un luogo una volta foriero di vita e oggi completamente assente. Transennato e chiuso, in attesa che qualcuno provi a rilanciarlo una volta per tutte.

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