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Scontri a Torino

Cassonetti (e dehor) come arma: l'Amiat al lavoro tutta la notte per riparare i danni VIDEO

Le campane per il vetro erano state svuotate, ma i manifestanti le hanno incendiate e usate come barricate

Amiat al lavoro tutta la notte, per rimediare ai danni causati dalla guerriglia per Askatasuna, nella sera di sabato 31 gennaio a Torino. Cassonetti incendiati, cartelli stradali divelti, l'arredo di alcuni dehors, bancali di legna. Le squadre della municipalizzata ha rimosso tutto quanto lasciato dai manifestanti e ripristinato lo stato dei controviali. 

I cassonetti, o per meglio dire le campane per la raccolta vetro, sono diventate un'arma per i manifestanti, che le hanno spostate e utilizzate come barricate contro la polizia, in alcuni casi anche incendiandoli.

Nella giornata di venerdì, con le ultime disposizioni per l'ordine pubblico, la Questura aveva comunicato al Comune - e da qui ad Amiat - di rimuovere cassonetti e bidoni dei rifiuti: in centro, per esempio, sono stati rimossi e radunati in una piazza, assicurati con delle catene. Tutti quelli lungo il percorso sono stati fatti svuotare. Così le campane del vetro in corso Regina Margherita, nel timore che il loro contenuto diventasse un'arma. Evidentemente, però, non c'è stato il tempo per rimuovere le campane stesse?

Uguale domanda per quanto riguarda i dehor di alcuni locali. Dal Comune era giunto un "invito" ai locali di piazza Vittorio, nei dintorni di Askatasuna e lungo il percorso del corteo, a chiudere o non allestire i dehor. In corso Regina, però, anche in locali chiusi, erano rimasti tavolini e sedie trasformati in arma.

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