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10 Settembre 2023 - 11:00
Abbandonata da decenni all’incuria e al degrado, spesso rifugio per disperati e teatro di incendi, discarica a cielo aperto sequestrata dai carabinieri del Noe nell’agosto del 2022 su ordine della Procura perché - potenzialmente e nei fatti - a rischio di disastro ambientale.
Una bomba ecologica di 10mila metri quadrati e mille tonnellate di rifiuti stimati, tra plastiche bruciate, carcasse d’auto, rifiuti elettrici ed elettronici, scarti da demolizione e oli esausti, che attende di essere ripulita e, magari, riconvertita.
Eppure qualcosa si muove. Qui, dopo l’ordinanza del Comune che chiedeva ai proprietari dell’area la pulizia e il ripristino dello stato dei luoghi e i seguenti ricorsi al Tar, il Demanio (perdente) ha avviato a sue spese le operazioni preliminari di rimozione dei rifiuti sull’area pubblica di sua proprietà. Resta aperta la partita sulla parte privata, sede del deposito incontrollato di rifiuti e di proprietà della Firsat Srl in liquidazione e della Sviluppo Industriale Srl. Entrambe inadempienti, non intendono accollarsi le spese di pulizia tanto da far intervenire come sostituto il Comune che sborserà di tasca propria 750mila euro. Di questi giorni il Covar 14 ha approvato il progetto esecutivo mentre, in un secondo momento, verrà attivata la procedura per il recupero delle somme anticipate.
Intanto l’ex complesso industriale, inserito tra l’altro nella lista dei siti orfani della Regione Piemonte - ossia siti potenzialmente contaminati per i quali non è stato possibile individuare i responsabili o, se individuati, non hanno provveduto ad attuare interventi - nonostante i sigilli continua a ad essere scenario di atti illeciti. L’ultimo, l’incendio del 18 novembre 2022. Tutto in attesa di una diversa destinazione che ancora, non si sa quale potrà essere.
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