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lavoro
25 Gennaio 2026 - 09:40
L'economia piemontese sta entrando in una pericolosa "trappola demografica". Secondo gli ultimi dati della CGIA di Mestre, l'invecchiamento dei lavoratori dipendenti nel settore privato non è più una tendenza, ma un limite strutturale alla crescita. Il primato negativo spetta a Biella, che si classifica come la terza città più anziana d'Italia per età media dei lavoratori: 43,53 anni, con una quota impressionante di ultra cinquantenni (38,9%).
La situazione non è migliore ad Alessandria (43,06 anni) e Asti (42,78 anni), mentre la maglia rosa della regione va a Cuneo, che con una media di 41,26 anni si conferma la provincia più "giovane" e dinamica del Piemonte.
Il capoluogo e la sua cintura si attestano su valori prossimi alla media nazionale (42 anni), ma scontano la crisi dei settori manifatturieri e dell'autotrasporto, dove trovare giovani disposti al ricambio generazionale è diventato quasi impossibile. Come spiega Paolo Zabeo della CGIA, il rischio per le piccole imprese è operativo: senza giovani, mancano le competenze tecniche e la capacità produttiva si riduce, aumentando al contempo il rischio di infortuni legati all'usura fisica dei lavoratori più anziani.
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