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L'inchiesta
15 Marzo 2026 - 07:17
Due ricerche ci restituiscono un’immagine della città dove il mestiere più antico del mondo continua ad essere florido. Avrà anche cambiato pelle, ma a Torino domanda e offerta continuano ad incontrarsi e a produrre “reddito”.
Il racket
Alcune si fermano qualche mese e sono vittime del racket sempre più potente e spietato, altre tentano di sfuggire ai tentacoli della piovra e lavorano autonomamente, «ma sempre con la paura di finire male». Perché, spiegano in questura, «la mafia che opera in questo settore (quella albanese, ma ci sono anche gruppi romeni, nordafricani e cinesi) cerca di controllare anche il mercato della prostituzione d’alto bordo, quello delle escort». In cambio di protezione i papponi ricevono una percentuale, ma spesso le squillo tentano di celare parte della loro attività, da qui le punizioni, le vendette. Oggi, per i clienti non è difficile individuare il luogo dove le lucciole lavorano, in casa o sulle strade. Sul web si possono consultare con estrema semplicità mappe interattive e aggiornate.
Le squillo
San Salvario resta la roccaforte delle belle di giorno e di notte, la maggioranza delle escort che ricevono in città è dunque concentrata nel centro con 232 escort attive negli ultimi mesi. A raccogliere i dati è Escort Advisor, primo sito in Europa tra quelli dedicati alle escort e alle recensioni dei clienti. A seguire ci sono Cenisia (193), Borgo San Paolo (178) e Campidoglio (152). San Secondo (63), Nizza (59) e Barriera di Milano (58) stanno invece agli ultimi posti. «Inutile negarlo, la prostituzione esiste. Che non sia mai una scelta consapevole è un pregiudizio, radicato nella nostra società - commenta Mike Morra, ad di Escort Advisor -. Le squillo che si promuovono in modo autonomo su Internet sono lavoratrici autonome, che organizzano e gestiscono la loro attività».
Luci rosse
Secondo l’ultima indagine della Commissione Affari sociali della Camera, a Torino si concentra il 20% delle prostitute in Italia. Il capoluogo piemontese è al terzo posto, con una media di 902 escort sul territorio negli ultimi mesi. Prima Roma, con 1.856 e seconda Milano con 1.694. Per trovare un’altra provincia piemontese bisogna arrivare al 38esimo posto, Alessandria, con 249 professioniste e Vercelli, 61esima con 112, entrambe uniche piemontesi nella classifica delle sessanta città più attive. Il costo medio per prestazione in Piemonte si attesta tra i 115 euro di Cuneo e Asti e i 120 euro di Torino e Biella. La clientela è di livello, come del resto testimoniato due giorni fa da un residente di via Trino: «Di notte qui è un via vai continuo di auto di grossa cilindrata».
Le lucciole
Per ciò che riguarda la prostituzione in strada, i numeri sono presto detti e si evincono dalla mappa interattiva, aggiornata ogni 24 ore, sul sito Web OTR69 Map. Le lucciole in città sono poco meno di un migliaio e si concentrano nei punti tradizionali della prostituzione torinese. A San Salvario (ragazze italiane e marocchine), corso Unità d’Italia (africane e ragazze dell’Est), corso Orbassano e corso Francia (africane), via De Sanctis (ragazze dell’Est), parco della Pellerina (ragazze dell’Est, africane e cinesi), zona cimitero (africane), corso Vercelli (nigeriane e ragazze dell’Est), via Reiss Romoli e corso Romania e corso Ferrara (ragazze dell’Est), strada Settimo (nigeriane). Zone particolarmente battute dalle lucciole africane sono anche quelle circostanti Candiolo, Nichelino, Stupinigi e Beinasco.
Il fatturato
Un capitolo a parte riguarda la prostituzione di ragazze cinesi che sembra essere il fenomeno più recente. Sono le uniche che «lavorano - no» e vengono sfruttate nei centri massaggio, ma vi sarebbe un alto numero di cinesi anche tra le squillo di altro bordo che si promuovono sul web. Insomma, e per concludere, sia pur sotto traccia, la prostituzione in città continua ad essere uno dei principali business che, nel suo complesso, fatturerebbe una cifra che supera i 150 milioni l’anno, ma che appare sottostimata.
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