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17 Marzo 2026 - 12:32
12:34 – Hormuz, tensione crescente: “Nulla sarà più come prima”
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz non tornerà alle condizioni precedenti al conflitto che coinvolge Iran, Stati Uniti e Israele. Secondo il leader politico, il quadro della sicurezza marittima nell’area è ormai cambiato in modo irreversibile.
Ghalibaf ha sottolineato che i precedenti accordi legali e di navigazione non sono più applicabili, evidenziando come il livello di stabilità che caratterizzava il passaggio strategico sia venuto meno. Lo Stretto, snodo cruciale per circa un quinto del petrolio mondiale, sta registrando una forte riduzione del traffico marittimo, anche a causa di episodi di attacchi a navi segnalati nelle ultime settimane.
Il presidente del Parlamento ha inoltre precisato che il quasi blocco del passaggio non rappresenta una scelta politica deliberata, ma una misura imposta dalle esigenze di difesa nel contesto del conflitto. “Non intendiamo colpire i Paesi vicini”, ha affermato, ribadendo però il diritto dell’Iran a reagire in caso di attacchi missilistici. Nel frattempo, molte imbarcazioni evitano la zona, ritenuta sempre più a rischio.
12:32 – Raid israeliani nella periferia sud di Beirut
Nuove operazioni aeree israeliane hanno colpito questa mattina la periferia meridionale di Beirut, secondo quanto riportano fonti locali e l’agenzia ufficiale libanese NNA. Almeno tre attacchi sarebbero stati effettuati nell’area, con esplosioni segnalate in diversi punti del quartiere.
Tra le zone interessate figura Jamus, insieme alla strada che conduce all’ospedale Bahman, un’area sensibile situata nelle vicinanze della sede del Consiglio superiore sciita, la principale autorità religiosa della comunità sciita in Libano.
Al momento non sono stati diffusi dettagli ufficiali su eventuali vittime o danni, mentre la situazione resta in evoluzione e sotto osservazione da parte delle autorità locali e degli osservatori internazionali.
12:00 – Antonio Tajani: "Non siamo parte della guerra"
Antonio Tajani ha dichiarato che l’Italia non è parte della guerra e non ha alcuna intenzione di diventarlo. Ha sottolineato la convinzione che la questione dello stretto di Hormuz debba essere risolta attraverso la diplomazia, assicurando l’impegno a favorire il dialogo tra le parti per arrivare a una soluzione, anche in considerazione del fatto che si tratta di un problema che coinvolge l’intero contesto internazionale.
11:50 – Starlink sequestrati a Teheran
Le autorità iraniane hanno sequestrato centinaia di sistemi Starlink inviati da Stati Uniti e Israele, descrivendoli come strumenti illegali per attività ostili. L’agenzia Tasnim ha riportato che l’uso di tali sistemi costituisce reato, punibile severamente in tempo di guerra.
11:35 – Khamenei rifiuta mediazioni Usa
Secondo Reuters, Khamenei ha respinto ogni proposta di riduzione delle tensioni con gli Stati Uniti avanzata da intermediari internazionali, ribadendo che non sarà “il momento giusto per la pace” finché Washington e Tel Aviv non avranno accettato la sconfitta e risarcito l’Iran.
11:25 – Mojtaba Khamenei: “Non è il momento per la pace”
La Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha dichiarato durante una riunione che Stati Uniti e Israele devono essere sconfitti e compensare i danni di guerra subiti dall’Iran, respingendo l’idea di un immediato cessate il fuoco.
11:12 – Larijani pubblica un messaggio post-raid
I profili social di Ali Larijani hanno pubblicato un messaggio attribuito al leader, in cui ricorda i soldati della Marina iraniana caduti e li definisce fondamenta durature per l’esercito della Repubblica Islamica. Il post arriva dopo le notizie sul suo presunto decesso.
10:51 – Ron Dermer torna a negoziare con il Libano
L’ex ministro israeliano Ron Dermer ha ammesso di essere tornato a collaborare con Benjamin Netanyahu per condurre colloqui con il governo libanese. Dermer ha sottolineato che ogni possibile accordo di pace richiederà lo smantellamento delle armi di Hezbollah per garantire la sicurezza di Israele.
10:38 – Confermata la morte di Larijani
Il ministro della Difesa israeliano, Benjamin Katz, ha confermato che Ali Larijani è stato ucciso nell’attacco notturno a Teheran. Larijani era considerato tra le figure più influenti del regime iraniano e responsabile della repressione delle proteste dello scorso gennaio.
09:57 – Eliminato il comandante dei Basij Soleimani
Secondo l’IDF, Gholamreza Soleimani, comandante dei Basij da sei anni, è stato ucciso in Iran in un’operazione mirata. Le forze Basij guidate da Soleimani erano coinvolte nella repressione delle recenti proteste interne in Iran.
09:22 – Raid israeliano su Larijani, condizioni ancora incerte
Nella notte, un raid israeliano ha colpito Ali Larijani, capo del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano. Le Forze di Difesa israeliane (IDF) hanno confermato l’attacco, ma al momento non è chiaro se Larijani sia rimasto ferito o sia stato ucciso.
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