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Cento fontane per lanciare un messaggio

Extinction Rebellion contro le dichiarazioni di Giorgia Meloni

Cento fontane per lanciare un messaggio

"Cosa faresti se non ci fosse più acqua?" è la scritta comparsa questa mattina su alcuni cartelli attaccati su cento Turet di Torino, le fontanelle simbolo della città. Si tratta dell’ultima azione di Extinction Rebellion, che l’obiettivo di lanciare un messaggio alla cittadinanza e denunciare le posizioni del governo italiano, che “continua a minimizzare la gravità” della crisi climatica. Le frasi sui cartelli fanno infatti riferimento proprio alle dichiarazioni di Giorgia Meloni, pubblicate sulla sua pagina Twitter, in cui ha parlato di maltempo in riferimento alle due vittime delle bombe d’acqua in Brianza e nel bresciano.

"La Sicilia è in fiamme e il nord Italia è sott’acqua. Negli ultimi giorni, le temperature estreme e gli incendi a Catania e Palermo hanno mandato in tilt diverse aree della Sicilia, provocando migliaia di sfollati” commenta Roberto, ricercatore torinese originario della provincia di Messina. “Anche di fronte alle sette vittime, ai tanti feriti e ai danni non ancora calcolabili, gli esponenti politici di questo governo continuano a definire questi episodi “maltempo”, in barba a tutto ciò che la comunità scientifica sta ribadendo da anni”.

Oggi, un anno fa, due attiviste si incatenavano al balcone del Palazzo della Regione Piemonte in piazza Castello a quindici metri di altezza, esponendo uno striscione che diceva: "Crisi climatica. Siccità, è solo l'inizio". "Un anno fa, la Regione e la questura rispondevano a quel messaggio con 21 denunce e 15 fogli di via” afferma Aurelia, una delle persone colpite nel 2022 da un foglio di via della città di Torino, successivamente revocato perché illegittimo. “Dopo un anno, la crisi idrica è ancora qui, aggravata dalle ondate di calore estremo che stanno causando vittime e gravi danni, da nord a sud. È necessario un completo cambio di rotta”.

 

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