Cerca

Intervento necessario

La famiglia nel bosco: tra realtà dei fatti e polemiche pubbliche

Ricostruzione del caso abruzzese che ha acceso il dibattito: condizioni di vita, intervento dei servizi sociali e decisioni delle autorità

La famiglia del bosco di Palmoli: bambini tolti ai genitori, cosa sappiamo finora

Ricostruzione del caso abruzzese che ha acceso il dibattito: condizioni di vita, intervento dei servizi sociali e decisioni delle autorità

La vicenda della famiglia che viveva in un rudere nei boschi abruzzesi ha generato un dibattito acceso, spesso segnato da ricostruzioni parziali o distorte. Piervittorio Trebucchi scrive sulla sua pagina Facebook al riguardo: 

Visto che ormai pare tutti abbiano detto la loro, tocca anche a me dire la mia sulla raccapricciante vicenda della famiglia nel bosco. Partiamo dalle premesse: si tratta di una famiglia di extracomunitari clandestini, una coppia con bambini, senza permesso di soggiorno, che occupavano un rudere inagibile e relativo terreno circostante comprati per quattro spicci, in mezzo ai boschi dell'Abruzzo, assieme a qualche animale da cortile, senza che fino ad un anno fa nessuno o quasi sapesse della loro esistenza. Rudere senza acqua corrente, riscaldamento, servizi igienici, stanze separate, elettricità (tranne per un ridicolo singolo pannello fotovoltaico). Nulla di nuovo, si direbbe: quelle stesse condizioni di degrado le abbiamo viste altre volte tra gli immigrati clandestini, dove la miseria economica va spesso di pari passo con quella culturale e talvolta ahimé anche morale.
La novità peró questa volta é che la coppia é anglo-australiana, e quel degrado sarebbe una scelta di vita "sana", lontana dalla civiltà ed a contatto con la natura, fedele al mito del "buon selvaggio" di Rousseau, se solo i due imbecilli sapessero chi fosse. Cosí succede che i due sempliciotti (lui sedicente chef incapace di riconoscere i funghi commestibili, lei sedicente sensitiva incapace di predire l'arrivo delle forze dell'ordine), forse convinti che la natura sia benevola e tutti i suoi generosi frutti siano salutari, avvelenano i figli con i funghi, e devono cosí ricorrere all'ospedale, figlio di quella civiltà corrotta e corruttrice che tanto disprezzano, e relative cure mediche, ovviamente gratuite, ovvero pagate da quei cittadini corrotti dal sistema schiavista al punto da dover persino lavorare e pagare le tasse, anziché passare la giornata a rincorrere farfalle nel bosco. Ma del resto, l'alternativa sarebbero state tre piccole fosse sul retro del rudere, visto che tre bare bianche e relativo funerale, sarebbero costate soldi che non avevano, e che non avrebbero fatto in tempo a racimolare col solito crowdfounding acchiappagonzi in cui si sono già dimostrati esperti. Quando i tre pargoletti arrivano in ospedale, ed i sanitari si danno da fare interferendo inopinatamente con quelle leggi di Darwin cui i due ammmmorevoli genitori sono devoti, si rendono conto subito che c'è qualcosa che non va, non fosse altro che i due imbecilli si oppongono al sondino nasogastrico necessario per salvarli, perché i bambini "non debono mai entrare in contatto con la plastica bruta e kativa".
I sanitari si rendono anche conto che i bambini hanno comportamenti strani, al punto da sospettare un ritardo nello sviluppo psicofisico rispetto alla loro età. E probabilmente capiscono anche che non hanno mai visto un pediatra, un dentista o un oculista, né hanno mai fatto alcuna profilassi vaccinale. Del resto, se vivi come vivevano i contadini delle aree piú degradate due secoli fa, devi anche accettare il fatto che c'era un motivo se la loro aspettativa media di vita era di 35 anni, e metà dei figli non arrivavano all'età adulta... O forse pensavi che vivere in un rudere senza acqua corrente e riscaldamento tra muffe, pulci e marcescenze, cagando in un buco nel bosco, pulendoti il culo con le mani nude, senza uno spazzolino da denti perché vuoi evitare la plastica, e pisciando tutti assieme in un pitale vicino alla stufetta ed al pagliericco dove dormi, fosse una vita salubre, specialmente per i tuoi figli?
Perché magari quando c'è l'ammmmore c'è tutto, ed al resto provvederà madre natura, a partire da pulci, pidocchi, zecche, cimici, parassitosi e carie? Al che i sanitari decidono giustamente di segnalare la famiglia di mentecatti ai servizi sociali (si badi bene che questo accadeva oltre un anno fa), i quali con la massima discrezione e delicatezza (nonostante le opposte ricostruzioni di quel coglione di Salvini e delle analfacapre delle destre populiste, che non perde mai occasione di ricordarci quanto il suffragio universale sia un'idiozia) iniziano ad avvicinare la famigliola nel bosco, per vederne le effettive condizioni di vita. E scoprono, oltre a quanto sopra, che i bambini non hanno nessun contatto con coetanei, sono completamente alienati da socializzazione, educazione, sport... nemmeno lo studio è garantito, perché i due cerebrolesi di genitori non gli fanno homeschooling (ovvero un programma didattico in famiglia che segue comunque quello ministeriale, con relativi esami periodici, che è completamente legale), ma scelgono l'unschooling (nessun programma, studino il cazzo che vogliono, quando vogliono, e se gli garba... quello che devono davvero imparare, lo imparano dagli alberi e dagli animali da cortile che tengono nel rudere). Scoprono anche che hanno già cambiato QUATTRO Stati per non sottostare a quegli stessi obblighi che anche l'Italia vorrebbe rispettassero, se non altro in quanto ce lo impone la CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL'INFANZIA E DELL'ADOLESCENZA, approvata, dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, e ratificata dall’Italia con la legge 176/1991.
Ma un anno di trattative non risolvono nulla, i due imbecilli rimangono fermi sulle loro posizioni. Come massima concessione accettano un'insegnante molisana che forse prova a trasformare l'unschooling in homeschooling, senza successo. Addirittura il Comune gli offre di aiutarli a rendere il rudere agibile e magari ottenerne almeno l'abitabilità (servizi igienici con fossa biologica, acqua corrente, tramezze divisorie, corrente eletteica, serramenti ecc.), ma i due sciroccati rifiutano. Alla fine, dopo un anno, intervengono le forze dell'ordine, che NO, NON SOTTRAGGONO i bambini ai genitori, ma impongono semplicemente a tutta la famiglia il trasferimento in una struttura abitabile.
Tuttavia mentre la madre ci si trasferisce con i figli (la cui frequentazione a quel punto segue le norme sulle situazioni a rischio, dato che pare evidente si abbia a che fare con degli squilibrati), il padre decide di rimanere nei boschi a badare alle bestie. Si noti che l'intervento era inderogabile, posto che ai minori sono negati almeno tre diritti costituzionali fondamentali: salute, istruzione e socializzazione. Questa la storia vera, sic et simpliciter.
Su cui tuttavia orde di imbecilli populisti, mammine pancine, animelle belle, ed i loro vergognosi politici di riferimento sempre pronti a vendere la madre (che comunque l'ha sempre fatto per professione) per quattro voti in piú, hanno iniziato a cavalcare la solita narrazione contro la magistratura (che dovrebbe occuparsi dei figli dei Rom), l'unione europea (che non c'entra nulla, ma ci sta bene con tutto), lo stato asfissiante che interferisce con i diritti dei genitori di allevare i figli come gli garba, big pharma che li vuole vaccinare e fare ammalare, gli assistenti sociali che distruggono famiglie e rapiscono bambini (vi ricordate di Bibbiano?), e tutta la solita serie di idiozie tipiche dei sempliciotti cui ci si ostina, inspiegabilmente, a riconoscere il diritto di voto.
Per cui, se siete tra questi ultimi, e non vi è chiaro che quei due genitori sono dei pericolosi imbecilli i cui figli vanno tutelati, andatevene fuori dai coglioni, che questa non è la bacheca giusta per i mentecatti.
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.