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Crans-Montana, le testimonianze dei turisti italiani: "C'era gente che bruciava viva"

Incendio al Constellation: 40 morti e 100 feriti. Italiani in ansia, un quindicenne in terapia intensiva

Crans-Montana, Capodanno di terrore: incendio al Constellation, 40 morti e 100 feriti

Foto tratta da ticinonews.ch

Crans-Montana si è svegliata con un dolore che non ha parole. Nella notte di Capodanno, un incendio divampato nel locale Constellation ha lasciato una scia di morte e sgomento: secondo le prime informazioni, 40 vittime e 100 feriti. È una tragedia che ha travolto una comunità abituata a festeggiare in serenità e che ora prova a darsi spiegazioni mentre le famiglie cercano i propri cari.


LE VOCI DALLA VALLE
Dalia Gubbay, 58 anni, volto noto tra i villeggianti italiani che frequentano da decenni la località vallesana, racconta al Corriere della Sera lo shock: nella notte, uno dei suoi sei figli, Samuel, era con la moglie in un appartamento a pochi metri dal locale. Intorno all’1.30 ha visto le fiamme levarsi dal Constellation e ha scritto alla madre, inviando immagini impressionanti. «Mamma, al Constellation c’è il fuoco», il senso del messaggio. Dalia ricorda i video, i teli bianchi stesi sul marciapiede, il panico nella strada. «Non ho memoria di nulla di simile in tanti anni», confida.

L’ALLARME TRA LE FAMIGLIE ITALIANE
Dal primo mattino i telefoni non smettono di squillare. Diverse famiglie italiane sono in contatto con la Farnesina perché non riescono a raggiungere i figli in vacanza. Tra le notizie che filtrano, il caso di un quindicenne ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Losanna, dove i genitori lo assistono. C’è chi scrive di non riuscire a trovare la figlia, chi chiede conferme da una stanza d’albergo a pochi passi dal centro. L’ansia corre tra chat e chiamate, mentre gli elenchi ufficiali si aggiornano.

«HO VISTO I RAGAZZI DIETRO LE VETRATE»
A raccontare quei minuti è anche un’architetta milanese di 60 anni, da sempre affezionata a Crans-Montana. Uscita di casa all’1.30, è passata davanti al locale quando ancora i soccorsi non erano arrivati. Dalla strada vedeva le vetrate ancora integre e, dietro, i ragazzi che cercavano una via d’uscita. Pochi minuti dopo, le immagini che non si cancellano: un giovane, in stato di choc e con ustioni evidenti, barcollava in strada; un altro, seduto a terra, aveva le mani insanguinate. «Abbiamo passato la notte a telefonare agli amici: ognuno cercava i propri figli», dice con la voce rotta.

SOCCORSI E ACCERTAMENTI
I mezzi di emergenza sono arrivati nel giro di minuti e hanno lavorato fino all’alba. Le autorità svizzere hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’incendio e verificare le condizioni del locale: capienza, uscite di sicurezza, materiali, impianti. In queste ore la priorità resta l’assistenza ai feriti e il supporto psicologico a chi è stato coinvolto, mentre le liste dei dispersi vengono incrociate con quelle di alberghi, ospedali e famiglie.

UNA FESTA SPEZZATA
Crans-Montana, che molti italiani chiamano “casa” per settimane l’anno, è abituata ai brindisi sulla neve e alla musica dei locali del centro. La notte di Capodanno 2026, però, si è fermata davanti a un rogo che lascia domande aperte e un dolore condiviso. Alle finestre, stamattina, si vedono candele accese. In strada, il brusio è fatto di abbracci, abiti da festa rimasti appesi e messaggi che continuano a cercare risposta.

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