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IL CASO

Imu più cara a Cherasco: seconde case e capannoni nel mirino

Attesi 430mila euro, Irpef invariata, opposizione all'attacco

Imu più cara a Cherasco: seconde case e capannoni nel mirino

Dopo tredici anni di aliquote invariate, il Comune di Cherasco mette mano all'IMU. La Giunta Bogetti ha varato il nuovo piano fiscale per il 2026 con l'obiettivo di incassare circa 430mila euro extra, necessari a far quadrare un bilancio da oltre 18 milioni di euro senza tagliare i servizi ai cittadini.

Il ritocco colpirà principalmente le seconde case (l'aliquota sale dallo 0,895% allo 0,95%) e i fabbricati produttivi di categoria D, che passeranno dallo 0,86% allo 0,91%. "Una scelta sostenibile per mantenere alta la qualità dei servizi", ha difeso il sindaco Claudio Bogetti, precisando che il prelievo sulle seconde case graverà per lo più su proprietari non residenti. Resta invece invariata l’addizionale Irpef, ferma allo 0,45% per i redditi fino a 28mila euro.

Dura la reazione della minoranza guidata dall'ex sindaco Carlo Davico, che ha ricordato come questo aumento si sommi ai rincari di Tari e tariffe scolastiche: "È un irrigidimento fiscale che non vedevamo dal 2013", ha contestato l'opposizione, sollevando dubbi sulla reale platea dei colpiti e paventando ripercussioni su famiglie e imprese del territorio.

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