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La tragedia
09 Gennaio 2026 - 17:08
Si aggrava la posizione giudiziaria dei gestori de Le Constellation, il club di Crans-Montana teatro della strage di Capodanno che è costata la vita a 40 persone, tra cui sei giovanissimi italiani. Nella giornata di oggi, Jacques Moretti è stato ufficialmente tratto in arresto a Sion, al termine di un interrogatorio, presso la Procura del Canton Vallese, durato circa sei ore e mezza, alla presenza della procuratrice Catherine Seppey e dei legali di parte civile che rappresentano le famiglie delle vittime.
Al termine del confronto con Jacques Moretti, la Procura ha disposto la carcerazione preventiva.
È stata interrogata anche la compagna e co-gestrice Jessica Moretti, separatamente dal marito, ora agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico e l'obbligo di presentarsi una volta al giorno negli uffici della Polizia.
All'uscita dagli uffici, visibilmente provata, ha rilasciato dichiarazioni di scuse ai media, parlando di una "tragedia inimmaginabile" e rivolgendo i propri pensieri a chi oggi lotta per la giustizia.
L'arresto segna un cambio di rotta radicale da parte della magistratura elvetica. Nei giorni immediatamente successivi al rogo, il Procuratore Generale aveva negato la necessità di misure cautelari, scatenando aspre polemiche tra i legali delle vittime.
Fino a ieri, si riteneva che non vi fossero i presupposti per il fermo come il rischio di inquinamento delle prove o pericolo di fuga. Tuttavia, dopo il colloquio odierno, la Procura ha riconsiderato la posizione di Jacques Moretti, ritenendo sussistente il pericolo di una sua fuga, sebbene le motivazioni specifiche che hanno portato a questo mutamento di orientamento non siano ancora state rese pubbliche.
Un dato allarmante è giunto direttamente dal Comune di Crans-Montana: il locale non riceveva un’ispezione antincendio ufficiale dal 2019, un vuoto di verifiche durato sette anni che potrebbe configurare pesanti responsabilità anche a livello amministrativo.
Attraverso i loro avvocati, i Moretti avevano precedentemente diffuso una nota di cordoglio, definendo il locale "un luogo di festa trasformato in orrore" e assicurando massima collaborazione.
Il cuore dell'inchiesta tecnica si focalizza sulla dinamica dell'innesco e sulla conformità della struttura: si indaga sulla tossicità dei materiali usati per i lavori di ristrutturazione e sull'eventuale ostruzione delle uscite di sicurezza.
Entrambi i gestori restano indagati per omicidio colposo plurimo, lesioni personali colpose e incendio colposo.
In Italia la battaglia legale si fa altrettanto serrata. È stata infatti disposta la riesumazione delle salme dei sei ragazzi italiani. L'avvocato della famiglia di Emanuele Galeppini, il campione di golf sedicenne, ha confermato che verranno eseguite autopsie approfondite sul suolo italiano, esami che erano stati inizialmente negati o limitati dalle autorità svizzere nelle ore successive alla tragedia, e che ora risultano fondamentali per accertare le esatte cause del decesso.
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