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Il caso
21 Gennaio 2026 - 19:30
La Procura di Milano amplia il perimetro dell’inchiesta nata dalla denuncia presentata da Antonio Medugno per presunta violenza sessuale ed estorsione. I pubblici ministeri Letizia Mannella e Alessandro Gobbis hanno, infatti, iscritto nel registro degli indagati anche Alessandro Piscopo, ex manager del modello ed ex concorrente del Grande Fratello Vip.
Il nome di Piscopo era emerso fin dalle prime fasi della vicenda, dopo che Medugno lo aveva indicato pubblicamente come la persona che avrebbe esercitato pressioni affinché il rapporto tra lui e Alfonso Signorini andasse avanti. Un’accusa che il manager ha sempre respinto con decisione, sostenendo di aver agito in senso opposto e di aver più volte invitato il suo assistito a interrompere qualsiasi relazione qualora non si sentisse a proprio agio.
A sostegno della propria versione, Piscopo aveva diffuso sui social lo screenshot di una conversazione privata in cui chiedeva esplicitamente a Medugno di fermarsi se la situazione fosse diventata insostenibile. Nel messaggio si leggerebbe un invito chiaro a dire “stop” senza conseguenze, a cui il modello avrebbe risposto minimizzando il disagio.
Secondo quanto dichiarato dallo stesso Piscopo a Fanpage.it nelle prime fasi della vicenda, sarebbe stato Medugno a suggerirgli di intervenire e a coinvolgerlo come testimone dei fatti, assicurandogli anche che le chat con Signorini erano state conservate. Parte di quel materiale sarebbe, poi, stato consegnato da Piscopo a Fabrizio Corona che lo ha utilizzato nella prima puntata del format “Falsissimo” dedicata alla storia.
Parallelamente, la posizione degli altri protagonisti resta al vaglio degli inquirenti. Alfonso Signorini risulta indagato per violenza sessuale ed estorsione in seguito alla denuncia di Medugno e ha scelto di autosospendersi dai suoi impegni televisivi. Fabrizio Corona, invece, è coinvolto in un procedimento distinto dopo essere stato denunciato da Signorini per revenge porn, in relazione alla diffusione di contenuti privati.
Si tratta di procedimenti separati ma legati dallo stesso contesto che la magistratura sta, ora, esaminando per ricostruire nel dettaglio responsabilità e dinamiche di una vicenda destinata a far discutere ancora a lungo.
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