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Il caso

Alfonso Signorini querela Google: ma i video di Corona su Falsissimo restano online

Il conduttore accusa il colosso tech di non aver rimosso contenuti diffamatori, mentre l’avvocato di Corona parla di libertà di parola e censura inesistente in Italia

Alfonso Signorini querela Google: ma i video di Corona su Falsissimo restano online

Il noto conduttore televisivo Alfonso Signorini ha deciso di portare la sua battaglia legale oltre i confini dei tribunali italiani, coinvolgendo i giganti del web. Secondo una nota diffusa dai suoi avvocati, Domenico Aiello e Daniela Missaglia, Signorini ha formalmente denunciato Google Italia e Google Ireland per non aver rimosso, nonostante ripetute diffide, i video pubblicati da Fabrizio Corona nel programma Falsissimo.

Le motivazioni della querela

I legali di Signorini sostengono che i rappresentanti di Google potrebbero essere iscritti nel registro degli indagati per concorso in diffamazione aggravata e continuata. Nella nota ufficiale si legge che le risposte di Google sono state definite “tardive e standardizzate” e che, di fatto, hanno negato la cancellazione dei video.

Gli avvocati hanno anche annunciato che analoghi procedimenti verranno avviati a breve contro altre piattaforme come Meta (Facebook e Instagram) e TikTok. Per la difesa di Signorini, il mancato intervento dei social aggrava le conseguenze dei reati di cui Corona è accusato, incluso il revenge porn.

La posizione di Fabrizio Corona

Nel frattempo, Fabrizio Corona si è presentato in tribunale a Milano per discutere il provvedimento urgente richiesto da Signorini per bloccare la puntata del 26 gennaio.

L’avvocato di Corona, Ivano Chiesa, ha spiegato a Fanpage.it che la richiesta del conduttore è “totalmente infondata”, sottolineando che in Italia, dove vige la libertà di parola e di stampa, non è possibile impedire a un cittadino di esprimersi prima che lo faccia. “Non esiste censura preventiva in un paese libero”, ha dichiarato Chiesa.

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