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Fabrizio Corona travolge il web: 62 milioni di visualizzazioni in sole 6 settimane

Dal documentario Netflix a Falsissimo su YouTube e TikTok, il re dei paparazzi conferma di dominare social media, gossip e attenzione mediatica

Fabrizio Corona travolge il web: 62 milioni di visualizzazioni in sole 6 settimane

Fabrizio Corona torna al centro dell’attenzione mediatica con numeri impressionanti: secondo un’analisi di Sensemakers, società italiana specializzata in consulenza e monitoraggio dei media, tra il 1° dicembre 2025 e il 13 gennaio 2026 il suo nome, insieme al progetto “Falsissimo”, ha generato oltre 62 milioni di visualizzazioni, più di 6 milioni di interazioni e oltre 2.000 contenuti pubblicati.

La “Coronamania” è stata alimentata da due eventi principali: la denuncia di presunti ricatti sessuali da parte di Alfonso Signorini, legati a debutti televisivi al Grande Fratello, e l’uscita del documentario su Netflix. Il filmato non solo ripercorre la carriera del celebre paparazzo, ma sembra offrire a Corona l’ennesima occasione di autocelebrazione e consolidare la propria immagine pubblica.

YouTube e TikTok: i social come terreno di conquista

Sensemakers evidenzia come siano soprattutto YouTube e TikTok i canali in cui il fenomeno Corona si amplifica. Su YouTube è ospitato “Falsissimo”, il format ideato da Corona un anno fa, dove il protagonista affronta scandali e gossip, spesso mostrando chat private e contenuti esclusivi a pagamento.

TikTok, invece, funge da amplificatore: i contenuti del canale YouTube vengono rilanciati, mentre articoli dei principali giornali contribuiscono a diffondere ulteriormente il fenomeno. L’ex paparazzo dimostra così un’abilità notevole nel percepire i trend del momento e sfruttare le piattaforme digitali per restare al centro dell’attenzione, superando con agilità le vecchie logiche dei media tradizionali.

Tra scandali e strategie mediatiche

Che lo si ami o lo si critichi, Fabrizio Corona resta un protagonista indiscusso della cronaca e dei social media, capace di trasformare ogni polemica in un’opportunità di visibilità. Dal gossip al documentario, dalla rete alla televisione, la sua capacità di muoversi tra diversi mezzi di comunicazione dimostra come, in un’era dominata dai social, la notorietà possa essere tanto fragile quanto facilmente amplificabile.

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