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Il fatto
23 Gennaio 2026 - 20:25
Le conseguenze del ciclone Harry continuano a farsi sentire con forza nel Sud Italia e in Sardegna. Piogge torrenziali, venti intensi e mareggiate hanno messo in ginocchio intere aree costiere, provocando gravi danni a infrastrutture, attività economiche e territori già fragili. Di fronte a uno scenario definito eccezionale, il Governo si muove verso la proclamazione dello stato di emergenza nazionale.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato la convocazione del Consiglio dei Ministri per l’inizio della prossima settimana, con l’obiettivo di adottare misure straordinarie a sostegno delle zone colpite. La decisione è maturata al termine di un vertice tenutosi a Roma, presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile, alla presenza dei principali rappresentanti istituzionali coinvolti nella gestione dell’emergenza.
All’incontro hanno partecipato il ministro per le Infrastrutture Nello Musumeci, il sottosegretario Alfredo Mantovano, i presidenti delle Regioni Calabria e Sicilia, Roberto Occhiuto e Renato Schifani, la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde e il capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano.
Durante la riunione, la premier ha sottolineato l’urgenza di prevedere un primo stanziamento economico per affrontare le necessità immediate e avviare i primi ristori, in attesa di una valutazione complessiva dei danni. Da Palazzo Chigi è stato evidenziato come la sinergia tra istituzioni abbia contribuito a evitare vittime, nonostante la violenza delle precipitazioni e delle mareggiate che hanno colpito le coste.
La presidente del Consiglio ha espresso la solidarietà del Governo alle comunità coinvolte, ringraziando Protezione Civile, Regioni, Comuni e prefetture per le attività di prevenzione, allerta e intervento svolte nelle fasi più critiche.
La dichiarazione dello stato di emergenza è uno strumento previsto dalla legislazione italiana per fronteggiare calamità naturali ed eventi di eccezionale gravità. Consente al Governo di accelerare le procedure, destinare fondi straordinari e intervenire rapidamente per il ripristino dei servizi essenziali e il sostegno economico a cittadini e imprese.
La durata iniziale dello stato di emergenza è generalmente di 12 mesi, con la possibilità di una proroga per un ulteriore anno.
Il bilancio dei danni è ancora in fase di aggiornamento, ma le prime stime indicano un impatto economico molto pesante. Secondo una ricognizione della Protezione Civile siciliana, i danni a strade, porti, infrastrutture costiere, stabilimenti balneari e attività produttive lungo la fascia ionica e il Canale di Sicilia supererebbero i 740 milioni di euro. Considerando anche i mancati introiti delle imprese, la cifra complessiva potrebbe superare il miliardo di euro.
Anche in Sardegna la situazione appare critica: il maltempo ha colpito beni ambientali e culturali, spiagge, porti e strutture turistiche. Per questo motivo, sia la Sicilia che la Sardegna hanno già proclamato lo stato di emergenza regionale, chiedendo ora un intervento più ampio a livello nazionale.
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