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Il caso
23 Gennaio 2026 - 23:50
Negli ultimi mesi molti utenti italiani stanno ricevendo telefonate da numeri sconosciuti che iniziano con +45, il prefisso internazionale della Danimarca. Il telefono squilla, il numero non è in rubrica e non c’è alcun motivo apparente per cui qualcuno dall’estero debba contattarci. In questi casi, la scelta più prudente è una sola: ignorare la chiamata.
Quando non esistono legami personali o professionali con il Paese di origine del numero, rispondere può esporre a rischi concreti, che vanno dallo spam telefonico a vere e proprie frodi. I truffatori sfruttano proprio i prefissi stranieri per confondere le vittime, aggirare i controlli automatici e aumentare le probabilità di risposta.
Il ritorno massiccio delle chiamate con numerazioni internazionali non è casuale. Dopo l’introduzione dei nuovi filtri anti-spoofing dell’Agcom, entrati in vigore a novembre, molti call center illegali non riescono più a camuffare i numeri italiani.
Per continuare a operare, hanno quindi spostato le loro attività su prefissi esteri, meno controllabili e più difficili da bloccare in automatico.
Il risultato è un aumento di chiamate provenienti da Paesi europei come Danimarca o Grecia, spesso senza alcun reale collegamento con il destinatario.
Nella maggior parte dei casi si tratta di spoofing, una tecnica che consente di falsificare l’identità del chiamante. Attraverso sistemi VoIP, i truffatori fanno apparire la telefonata come se provenisse da un numero internazionale reale, rendendo complesso risalire alla vera origine della chiamata.
Se si risponde, lo scenario può variare:
richieste di dati personali o informazioni bancarie;
inviti a confermare codici di sicurezza o OTP;
finte comunicazioni su premi, rimborsi o emergenze inesistenti;
false offerte di lavoro che prevedono pagamenti anticipati o l’invio di documenti sensibili.
In altri casi, la chiamata dura solo pochi secondi. È la tecnica del wangiri, che punta a spingere la vittima a richiamare un numero a pagamento, attivando servizi premium o abbonamenti indesiderati.
La strategia migliore è semplice ma efficace:
non rispondere;
non richiamare, anche se la curiosità è forte;
bloccare il numero dalle impostazioni del telefono.
È inoltre consigliabile attivare i filtri antispam del proprio operatore telefonico e segnalare la chiamata alle piattaforme dedicate, contribuendo così a migliorare la protezione per tutti.
Un principio fondamentale resta sempre valido: nessuna banca, ente pubblico o azienda affidabile chiede dati sensibili al telefono, soprattutto senza preavviso. Se durante una chiamata vengono richiesti PIN, password, codici temporanei o coordinate bancarie, è un chiaro segnale di truffa e la conversazione va interrotta immediatamente.
Le chiamate dalla Danimarca non sono di per sé pericolose, ma quando arrivano senza motivo è molto probabile che nascondano tentativi di frode. Un comportamento prudente, unito all’uso degli strumenti di blocco e segnalazione, resta la difesa più efficace.
Ignorare una chiamata sospetta oggi può significare evitare problemi, perdite di denaro e furti di dati.
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