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Il caso

Chiamate sospette con prefisso +45: perché arrivano dall’estero e quando ignorarle

Dietro lo squillo possono nascondersi truffe telefoniche, spoofing e il raggiro del wangiri. Ecco come riconoscerli e proteggersi

Chiamate sospette con prefisso +45: perché arrivano dall’estero e quando ignorarle

Negli ultimi mesi molti utenti italiani stanno ricevendo telefonate da numeri sconosciuti che iniziano con +45, il prefisso internazionale della Danimarca. Il telefono squilla, il numero non è in rubrica e non c’è alcun motivo apparente per cui qualcuno dall’estero debba contattarci. In questi casi, la scelta più prudente è una sola: ignorare la chiamata.

Quando non esistono legami personali o professionali con il Paese di origine del numero, rispondere può esporre a rischi concreti, che vanno dallo spam telefonico a vere e proprie frodi. I truffatori sfruttano proprio i prefissi stranieri per confondere le vittime, aggirare i controlli automatici e aumentare le probabilità di risposta.

Perché aumentano le chiamate dall’estero

Il ritorno massiccio delle chiamate con numerazioni internazionali non è casuale. Dopo l’introduzione dei nuovi filtri anti-spoofing dell’Agcom, entrati in vigore a novembre, molti call center illegali non riescono più a camuffare i numeri italiani.

Per continuare a operare, hanno quindi spostato le loro attività su prefissi esteri, meno controllabili e più difficili da bloccare in automatico.

Il risultato è un aumento di chiamate provenienti da Paesi europei come Danimarca o Grecia, spesso senza alcun reale collegamento con il destinatario.

Come funzionano queste truffe telefoniche

Nella maggior parte dei casi si tratta di spoofing, una tecnica che consente di falsificare l’identità del chiamante. Attraverso sistemi VoIP, i truffatori fanno apparire la telefonata come se provenisse da un numero internazionale reale, rendendo complesso risalire alla vera origine della chiamata.

Se si risponde, lo scenario può variare:

  • richieste di dati personali o informazioni bancarie;

  • inviti a confermare codici di sicurezza o OTP;

  • finte comunicazioni su premi, rimborsi o emergenze inesistenti;

  • false offerte di lavoro che prevedono pagamenti anticipati o l’invio di documenti sensibili.

In altri casi, la chiamata dura solo pochi secondi. È la tecnica del wangiri, che punta a spingere la vittima a richiamare un numero a pagamento, attivando servizi premium o abbonamenti indesiderati.

Cosa fare se arriva una chiamata con prefisso +45

La strategia migliore è semplice ma efficace:

  • non rispondere;

  • non richiamare, anche se la curiosità è forte;

  • bloccare il numero dalle impostazioni del telefono.

È inoltre consigliabile attivare i filtri antispam del proprio operatore telefonico e segnalare la chiamata alle piattaforme dedicate, contribuendo così a migliorare la protezione per tutti.

Un principio fondamentale resta sempre valido: nessuna banca, ente pubblico o azienda affidabile chiede dati sensibili al telefono, soprattutto senza preavviso. Se durante una chiamata vengono richiesti PIN, password, codici temporanei o coordinate bancarie, è un chiaro segnale di truffa e la conversazione va interrotta immediatamente.

Le chiamate dalla Danimarca non sono di per sé pericolose, ma quando arrivano senza motivo è molto probabile che nascondano tentativi di frode. Un comportamento prudente, unito all’uso degli strumenti di blocco e segnalazione, resta la difesa più efficace.

Ignorare una chiamata sospetta oggi può significare evitare problemi, perdite di denaro e furti di dati.

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