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29 Gennaio 2026 - 17:40
La Corte costituzionale ha stabilito che la norma del nuovo Codice della strada relativa alla guida sotto effetto di droghe, promossa dal governo Salvini, non viola la Costituzione. Tuttavia, la Consulta ha sottolineato che va interpretata in maniera restrittiva: non basta rilevare tracce di sostanze nel corpo del conducente, ma occorre che la quantità sia tale da compromettere le capacità di guida e creare un effettivo pericolo.
Si tratta di un compromesso che accontenta in parte sia chi critica la norma, sia chi la sostiene. L’articolo 187 del Codice della strada non sarà modificato, ma dovrà essere applicato con criteri più precisi.
La decisione, depositata oggi con la sentenza numero 10 del 2026, segue diversi ricorsi presentati da giudici e associazioni di esperti, tra cui l’Unione delle camere penali italiane e l’Associazione italiana dei professori di diritto penale. Le richieste di chiarimento erano nate dai dubbi applicativi del nuovo articolo 187, in vigore dalla fine del 2024.
In precedenza, la legge puniva chi guidava in stato di alterazione psico-fisica dovuta all’assunzione di droghe. Bisognava dimostrare che la sostanza aveva effettivamente compromesso le capacità del conducente, rendendolo pericoloso.
Con la modifica del 2024, il riferimento all’alterazione psico-fisica è stato eliminato: oggi basta aver assunto droghe, senza dover provare un reale rischio alla guida. La motivazione del governo era semplificare l’accertamento, poiché dimostrare l’alterazione effettiva era considerato troppo complicato.
Questo cambiamento ha generato ambiguità, colpendo non solo chi guida lucido ma con tracce residue nel sangue, ma anche pazienti che assumono farmaci terapeutici contenenti cannabis o altre sostanze controllate. Una circolare ministeriale aveva provato a chiarire la situazione, senza però modificare sostanzialmente l’applicazione della legge.
La Consulta ha respinto i ricorsi, confermando la validità dell’articolo 187, ma ha imposto un’interpretazione più restrittiva. Il comunicato ufficiale spiega:
“Non sarà più necessario dimostrare l’effettiva alterazione psico-fisica del conducente, ma sarà indispensabile verificare che la quantità di droga presente nei liquidi corporei sia tale da generare un’alterazione nelle capacità di guida di una persona media, basandosi sulle conoscenze scientifiche attuali.”
In pratica, il requisito dell’alterazione psicofisica resta eliminato dal testo di legge, ma viene introdotto un criterio oggettivo: solo chi ha livelli sufficienti di droga nel corpo da compromettere la guida può essere sanzionato. La norma diventa quindi più circoscritta, evitando multe ingiuste a chi ha tracce minime o utilizza farmaci legittimi.
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