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Salute e prevenzione
31 Gennaio 2026 - 09:00
La stagione influenzale 2025-2026 in Italia si avvicina alla soglia dei 10 milioni di casi complessivi. A certificarlo sono gli ultimi dati del sistema di sorveglianza RespiVirNet diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS).
Il quadro generale mostra un calo dell’incidenza, segnale che il picco epidemico potrebbe essere alle spalle, ma la situazione resta critica in alcune aree del Paese.
Nel periodo compreso tra il 19 e il 25 gennaio 2026, sono stati stimati circa 621 mila nuovi casi di influenza. L’incidenza media nazionale è scesa a 11,3 casi ogni 1.000 assistiti, confermando una tendenza in discesa rispetto alle settimane precedenti.
Tuttavia, il calo non riguarda tutte le fasce di popolazione allo stesso modo. I bambini tra 0 e 4 anni continuano a rappresentare il gruppo più colpito, con un’incidenza che ha raggiunto i 40 casi per 1.000 assistiti, in ulteriore aumento.
Dal punto di vista territoriale, l’andamento dell’influenza risulta disomogeneo. Secondo l’ISS:
Basilicata e Campania presentano un livello di incidenza molto alto, superiore ai 20 casi per 1.000 assistiti;
Puglia, Sardegna e Molise registrano un’incidenza media;
Nella maggior parte delle altre Regioni i livelli sono bassi;
La Liguria è tornata a un livello basale.
L’ISS sottolinea che la circolazione dei virus respiratori rimane intensa soprattutto nel Sud Italia, richiedendo un monitoraggio costante.
Dall’avvio della sorveglianza, il numero totale di infezioni influenzali stimate ha raggiunto circa 9,8 milioni di casi. Un dato che conferma l’impatto significativo dell’influenza sulla popolazione italiana durante questa stagione.
L’analisi virologica mostra che l’influenza di tipo A è nettamente predominante. In particolare:
prevale il sottotipo A(H3N2);
tra le varianti, continua a dominare il subclade K, già osservato nelle fasi iniziali della stagione.
Il tasso di positività per l’influenza resta elevato: 26,6% nella comunità e 24,3% negli ospedali, valori superiori rispetto ad altri patogeni respiratori.
Accanto all’influenza, circolano anche virus respiratorio sinciziale (RSV) e rhinovirus, mentre la presenza di SARS-CoV-2 risulta più contenuta.
Il sistema RespiVirNet utilizza il Moving Epidemic Method (MEM), un modello basato sul confronto con le stagioni precedenti. In base a questo metodo, l’incidenza viene classificata in cinque livelli: basale, bassa, media, alta e molto alta, consentendo di valutare con precisione l’evoluzione dell’epidemia influenzale.
In sintesi, l’influenza in Italia mostra segnali di rallentamento, ma il numero complessivo di casi resta elevato e alcune Regioni continuano a essere fortemente colpite. L’ISS invita alla prudenza, soprattutto per la tutela dei bambini e delle fasce più fragili, mentre la sorveglianza resta fondamentale nelle prossime settimane.
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