Cerca

Il caso

Monesi, dieci anni in zona rossa: il paese fantasma dove la montagna non ha ancora finito di scendere

Dalla frana del 24-25 novembre 2016 ai lavori incompleti: 6 milioni spesi, ma drenaggi e rientri restano un’incognita

Monesi, dieci anni in zona rossa: il paese fantasma dove la montagna non ha ancora finito di scendere

Per Monesi di Mendatica, borgo incastonato a 1.400 metri tra Piemonte e Liguria, dalla notte tra il 24 e il 25 novembre 2016 quando una pioggia riversò sul territorio 800 mm d'acqua in sole 24 ore — la metà di quanto cade solitamente in un anno intero. Il Rio Tanarello esondò, ma il vero nemico fu sotterraneo: l'acqua infiltrata nel suolo agì da lubrificante, risvegliando una paleofrana dormiente dall'ultima glaciazione.

Sotto l'abitato, circa 5 milioni di metri cubi di roccia hanno iniziato a scivolare verso valle.

Solo per ripristinare la viabilità principale sono serviti quattro anni, nonostante la disponibilità di fondi. Tra autorizzazioni, leggi e procedure burocratiche, la ricostruzione si è fermata. Finora sono stati spesi 6 milioni di euro, in parte provenienti dal Pnrr.

Il suolo è ricoperto di sensori millimetrici che rilevano ogni minimo movimento. I proprietari vivono in una condizione di intermittenza. Possono tornare nelle proprie case d'estate, ma devono fuggire al primo temporale.

Secondo l'Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, in Piemonte ci sono quasi 93 mila fabbricati esposti a un elevato rischio frana. Molte di queste sono frane planari: terreni argillosi che, saturati dalla pioggia, scivolano lentamente trascinando con sé strade, scuole e abitazioni.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.