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01 Febbraio 2026 - 17:00
Anche nel 2026 i lavoratori del comparto turismo e ristorazione possono contare su un’importante misura di sostegno al reddito. La Legge di Bilancio ha infatti confermato fino al 30 settembre 2026 il bonus turismo, un trattamento integrativo pensato per compensare il lavoro notturno e lo straordinario nei giorni festivi. L’agevolazione si traduce in un incremento diretto della busta paga, previa richiesta al datore di lavoro, e si rivolge ai dipendenti di bar, ristoranti, strutture ricettive e stabilimenti termali.
Il bonus turismo 2026 consiste in un trattamento integrativo pari al 15% delle retribuzioni lorde maturate per:
lavoro notturno;
prestazioni straordinarie nei giorni festivi.
Il beneficio riguarda i primi nove mesi dell’anno e non concorre alla formazione del reddito imponibile. L’importo viene anticipato dal datore di lavoro e riconosciuto direttamente in busta paga.
Per ottenere l’agevolazione è necessario soddisfare due requisiti fondamentali:
reddito complessivo 2025 non superiore a 40.000 euro;
presentazione di una richiesta formale al proprio datore di lavoro.
Il bonus è destinato ai lavoratori dipendenti del settore turistico, inclusi ristorazione, ospitalità, termalismo e attività stagionali collegate al turismo.
A differenza di altre misure fiscali, il bonus turismo non è automatico. Il dipendente deve presentare una domanda scritta, nella quale dichiara:
il reddito percepito nell’anno precedente;
il rispetto della soglia prevista dalla normativa.
Una volta ricevuta la richiesta, il datore di lavoro inserisce l’importo in busta paga, recuperando successivamente le somme tramite compensazione fiscale. L’agevolazione viene inoltre indicata nella Certificazione Unica (CU).
Nel panorama delle agevolazioni fiscali 2026, il bonus turismo si distingue dalla flat tax applicata ad altre componenti retributive. La Manovra ha escluso i lavoratori del turismo dall’applicazione della flat tax del 15% su straordinari e notturni fino a 1.500 euro, proprio per evitare sovrapposizioni.
Le due misure presentano caratteristiche diverse:
la flat tax è un’imposta sostitutiva;
il bonus turismo è un trattamento integrativo.
Entrambe sono riservate a chi ha redditi fino a 40.000 euro, ma non possono essere applicate contemporaneamente sulle stesse voci di stipendio.
Introdotto nel 2023, il bonus turismo è stato progressivamente rinnovato e ampliato nelle successive leggi di Bilancio. La proroga al 2026 conferma la volontà di rendere strutturale un intervento pensato per sostenere un settore caratterizzato da orari disagiati e carichi di lavoro elevati.
Tra le principali novità che incidono sugli stipendi 2026, la conferma del bonus rappresenta uno degli interventi più significativi. Il trattamento integrativo consente di aumentare il reddito netto nei mesi di maggiore intensità lavorativa, riconoscendo economicamente l’impegno richiesto durante notti, domeniche e festività.
Il bonus assume un ruolo centrale soprattutto per i lavoratori stagionali del turismo, una categoria spesso esposta a:
contratti di breve durata;
redditi concentrati in pochi mesi;
forte dipendenza dai flussi turistici.
Rientrano nella misura realtà molto diverse tra loro, come hotel, stabilimenti balneari, ristorazione turistica e impianti sciistici, accomunate da una forte stagionalità e da picchi occupazionali intensi.
Durante l’alta stagione, i ritmi di lavoro nel turismo diventano particolarmente gravosi. Turni prolungati, straordinari frequenti e lavoro nei giorni festivi rappresentano la norma. In questo contesto, il bonus turismo non ha solo una funzione compensativa, ma anche redistributiva, perché concentra il beneficio nei periodi dell’anno in cui l’impegno lavorativo è massimo, rafforzando il potere d’acquisto dei dipendenti.
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