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gli scioperi
02 Febbraio 2026 - 22:45
Foto di repertorio
L’inizio di febbraio si preannuncia complesso per la mobilità nazionale. Una serie di agitazioni, che spaziano dal trasporto locale a quello marittimo, rischia di paralizzare diverse aree del Paese. Ecco nel dettaglio le giornate più a rischio e i settori coinvolti.
La settimana si apre con il personale Trenord in rivolta. La sigla Orsa Trasporti ha proclamato uno sciopero di 23 ore, con inizio alle 3:00 di lunedì 2 febbraio e termine alle 2:00 di martedì 3. L'agitazione colpisce l’intera rete regionale e suburbana lombarda, inclusi i collegamenti strategici del Malpensa Express. Sono garantite le fasce di tutela (6:00-9:00 e 18:00-21:00), ma i disagi potrebbero estendersi anche alle regioni limitrofe.
A metà settimana, il focus si sposta sulla Riviera Romagnola: i lavoratori di Trenitalia a Rimini incroceranno le braccia per 8 ore (dalle 9:01 alle 16:59). Dalle ore 22:00 dello stesso giorno, prenderà il via anche lo sciopero del personale di Autostrade per l’Italia. La protesta, che si concluderà alle 22:00 di giovedì 6, interesserà le province di Milano, Bergamo, Brescia, Lodi, Varese, Como, Piacenza e Parma, con possibili code ai caselli e rallentamenti nei servizi di assistenza.
Sarà giovedì la giornata più critica, con una convergenza di scioperi nazionali e locali:
Trasporto Marittimo e Porti: L’Unione Sindacale di Base (Usb) ha indetto una mobilitazione nazionale di 24 ore. Sono attesi blocchi delle merci e ritardi significativi nei collegamenti marittimi.
Bus e TPL: In Abruzzo lo sciopero durerà l'intera giornata, colpendo le tratte di Pescara, Chieti e Lanciano. Disagi anche a Bari, dove il trasporto pubblico locale si fermerà dalle 8:30 alle 12:30.
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