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SANITA'

Alle Molinette l’intelligenza artificiale entra in corsia per curare i tumori del fegato

Introdotto in Radiologia interventistica un software che verifica subito l’efficacia della termoablazione: è la prima applicazione strutturale in un ospedale pubblico italiano

Alle Molinette l’intelligenza artificiale entra in corsia per curare i tumori del fegato

L’intelligenza artificiale entra nella pratica clinica quotidiana dell’ospedale Molinette di Torino. Nel Dipartimento di Radiodiagnostica e Radiologia Interventistica della Città della Salute e della Scienza è stato introdotto Ablation-Fit, un software basato su IA che affianca i medici nella cura di alcuni tumori del fegato, rendendo gli interventi più precisi e sicuri e riducendo il ricorso alla chirurgia tradizionale. È la prima volta che questo sistema viene utilizzato in modo strutturale in un ospedale pubblico italiano. Il software è operativo nel reparto diretto dal professor Paolo Fonio e viene impiegato dopo gli interventi di termoablazione, una tecnica mininvasiva utilizzata per il trattamento di tumori epatici e metastasi del fegato. La procedura prevede l’inserimento di un ago molto sottile all’interno della lesione, che viene distrutta mediante il calore, sotto guida ecografica o TAC. Un intervento meno traumatico per il paziente, che nella maggior parte dei casi può essere dimesso già il giorno successivo. Ablation-Fit entra in funzione subito dopo il trattamento. «Confronta le immagini radiologiche prima e dopo l’intervento - spiega il professor Marco Calandri - e, grazie anche all’intelligenza artificiale, aiuta il medico a verificare se il tumore è stato eliminato completamente e se il trattamento è stato effettuato con un margine di sicurezza adeguato». Un passaggio cruciale, dal momento che la termoablazione è una tecnica sempre più utilizzata. «Proprio per questo - osserva il dottor Carlo Gazzera - è importante disporre di strumenti che consentano una valutazione chiara e oggettiva del risultato». Il software consente inoltre di adottare criteri di valutazione standardizzati, migliorando la comunicazione tra specialisti e supportando l’attività di ricerca. Fino ad oggi il controllo dell’esito dell’intervento si basava principalmente sulla valutazione visiva del radiologo interventista e, in alcuni casi, su una TAC di controllo a distanza di circa 40 giorni. «Il software permette invece di effettuare misurazioni precise subito dopo la procedura - spiega il professor Paolo Fonio - e, se necessario, di completare il trattamento nella stessa seduta, evitando al paziente un nuovo ricovero, con una riduzione di tempi, stress e costi». L’introduzione di Ablation-Fit rientra nella strategia più ampia della Città della Salute e della Scienza di Torino, che collabora con centri oncologici internazionali come l’MD Anderson Cancer Center di Houston per lo sviluppo delle tecniche di radiologia interventistica. «L’obiettivo è garantire trattamenti di alto livello in modo uniforme per tutti i pazienti - sottolinea il direttore generale Livio Tranchida - e l’installazione di questo software rappresenta una prova concreta di questo impegno».

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