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CRONACA GIUDIZIARIA

Colpo fallito a Torino: due ladri finiscono a processo grazie all’intervento di sei richiedenti asilo

Nella notte dell’8 ottobre 2023 avevano tentato di forzare due supermercati, ma la fuga si è fermata in un appartamento dove i residenti li hanno bloccati e chiamato il 112

Colpo fallito a Torino: due ladri finiscono a processo grazie all’intervento di sei richiedenti asilo

Il colpo doveva andare a segno in piena notte, tra serrande chiuse e strade vuote. Invece è finito con una chiamata al 112 partita da un appartamento poco distante. A Torino, a più di due anni dai fatti, due uomini di 44 e 45 anni sono a processo con l’accusa di tentata rapina in concorso per un episodio che l’8 ottobre 2023 si è chiuso in modo inatteso. Secondo l’impianto accusatorio, quella notte i due avrebbero preso di mira due supermercati, un Pam e un In’s, cercando di forzarne gli ingressi. I sistemi di allarme hanno però interrotto il tentativo sul nascere, facendo arrivare sul posto la vigilanza. Nessun bottino, solo una fuga improvvisata. La corsa si è arrestata poco dopo, in corso Giulio Cesare 168, dove i due si sarebbero introdotti in un alloggio nel tentativo di nascondersi. All’interno vivevano sei richiedenti asilo. Due di loro sono riusciti a bloccare i fuggitivi e ad avvisare le forze dell’ordine, che li hanno arrestati. Ieri in aula uno dei residenti ha ripercorso quei momenti, parlando di vetri rotti e di un intervento diretto per fermare uno dei due uomini, senza che ci fossero percosse. Una versione che si discosta da quella della procura, secondo cui nell’appartamento ci sarebbe stata una colluttazione e uno degli occupanti avrebbe riportato una lesione alla mano dopo lo sfondamento della porta-finestra di una camera da letto. Gli imputati, difesi dagli avvocati Cristian Scaramozzino e Wilmer Perga, negano l’uso della forza e ribadiscono di non aver sottratto nulla dai supermercati. Dopo l’arresto, entrambi erano tornati in libertà. Il procedimento riprenderà a marzo, quando i due saranno chiamati a rendere dichiarazioni. Entrambi hanno precedenti. Il 45enne oggi è libero, mentre l’altro è tornato in carcere a gennaio per scontare condanne già definitive ed è coinvolto in numerosi altri procedimenti per reati contro il patrimonio. Chi lo conosce racconta che la sua vita ha imboccato una strada diversa dopo l’inizio della dipendenza dal crack, dalla quale non è più riuscito a uscire.

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