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Semestre filtro di Medicina nel caos: migliaia di studenti ricorrono contro il sistema

Posti vuoti, studenti a rischio decadenza e battaglie legali al via: l’UdU porta il caso al TAR, al CEDS e al Garante Privacy

Semestre filtro di Medicina nel caos: migliaia di studenti ricorrono contro il sistema

Il semestre filtro, introdotto per l’accesso a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, si trova al centro di un acceso dibattito e di numerose azioni legali. Non si tratta più di semplici proteste sui social o manifestazioni pubbliche: sono oltre 4.000 gli studenti che hanno presentato ricorso, contestando la trasparenza e l’efficacia del sistema, ritenuto inadeguato sia a garantire un reale ampliamento degli accessi sia a selezionare in modo equo.

L’Unione degli Universitari (UdU) ha inoltre avviato iniziative istituzionali e legali per portare all’attenzione delle autorità le criticità del semestre filtro. Tra queste:

  • Un reclamo al Comitato Europeo dei Diritti Sociali (CEDS) per verificare eventuali violazioni del diritto allo studio.

  • Una segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) per possibili pratiche commerciali scorrette da parte di alcuni atenei privati.

  • Due reclami al Garante per la Protezione dei Dati Personali, relativi alla trasparenza dei punteggi delle prove e alla pubblicazione dei dati personali nelle graduatorie online.

Numeri che fanno riflettere: posti vacanti e studenti a rischio

I dati ufficiali evidenziano un paradosso: migliaia di candidati esclusi, ma centinaia di posti rimasti vuoti. Nelle università statali:

  • Medicina: 17.278 posti disponibili, 267 non assegnati

  • Veterinaria: 1.265 posti disponibili, 21 non assegnati

  • Odontoiatria: 1.164 posti disponibili, 157 non assegnati

  • Corsi affini: 5.989 candidati, 5.671 assegnati, 318 in attesa

Il totale dei posti ancora liberi ammonta quindi a 763, ma, se molti studenti non riusciranno a recuperare i crediti formativi universitari (CFU) entro le scadenze, i posti vacanti potrebbero salire fino a 2.500. Sono infatti 11.353 gli studenti a rischio decadenza, secondo le stime ministeriali e dell’UdU.

Le azioni legali degli studenti

Circa 4.000 studenti hanno impugnato il semestre filtro davanti al TAR, con l’assistenza dell’avvocato Michele Bonetti. Il ricorso contesta:

  • Le modifiche introdotte durante lo svolgimento del semestre

  • La violazione del diritto allo studio

  • Le disparità di trattamento tra studenti

Reclamo al CEDS: tutela del diritto allo studio

L’UdU ha presentato un reclamo collettivo al Comitato Europeo dei Diritti Sociali, rappresentando 5.000 studenti, chiedendo di:

  • Accertare eventuali violazioni del diritto allo studio garantito dalla Carta Sociale Europea

  • Verificare l’equità dell’accesso all’istruzione superiore

  • Richiedere un intervento immediato a favore degli studenti esclusi

Il CEDS può spingere il Governo e il Parlamento a modificare le norme del semestre filtro e, se necessario, i tribunali italiani potrebbero disapplicare la normativa vigente.

Attenzione agli atenei privati: segnalazioni all’AGCM

L’UdU ha denunciato alcune università private che avrebbero approfittato delle difficoltà del semestre filtro per fare pubblicità ingannevole, promettendo immatricolazioni sicure a fronte di tasse elevate, fino a 20.000 euro. Secondo il sindacato studentesco, il Ministero non ha mai condannato pubblicamente queste pratiche aggressive.

Privacy e trasparenza: due reclami al Garante

L’UdU ha presentato due denunce separate:

  1. Violazione della privacy nelle graduatorie online, con nomi, cognomi e voti dei candidati visibili a tutti.

  2. Mancanza di trasparenza sui punteggi delle prove, che non sono stati pubblicati nelle pagine personali degli studenti, costringendo circa 60.000 candidati a fare richieste formali di accesso agli atti.

L’associazione chiede che i risultati e le correzioni siano resi disponibili direttamente alle aree personali degli studenti, come avveniva nei test universitari precedenti.

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