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Il caso
04 Febbraio 2026 - 22:15
Un litigio in ambito familiare sarebbe degenerato fino a trasformarsi in una tragedia irreversibile. Secondo quanto emerso dall’interrogatorio condotto dagli inquirenti, Giuseppe Musella, 28 anni, avrebbe accoltellato mortalmente la sorella Ylenia, di 22 anni, perché infastidito dal volume elevato della musica, che non gli avrebbe permesso di dormire.
Il fatto di sangue si è consumato nel pomeriggio del 3 febbraio all’interno dell’abitazione in cui i due fratelli vivevano da soli, nel rione Conocal, nella periferia orientale di Napoli. La giovane è stata colpita più volte alla schiena con un coltello. Dopo l’aggressione, il 28enne avrebbe trasportato la sorella all’esterno dell’ospedale Villa Betania, dove però la ragazza è deceduta poco dopo.
Nella notte successiva all’omicidio, Giuseppe Musella si è consegnato spontaneamente alla Polizia di Stato, che lo stava già cercando. Davanti agli investigatori avrebbe ammesso le proprie responsabilità, fornendo una prima ricostruzione dei fatti. Su disposizione della Procura di Napoli, l’uomo è stato trasferito nel carcere di Secondigliano, mentre le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda.
Dalle verifiche è emerso che Ylenia e Giuseppe vivevano senza i genitori: la madre e il patrigno risultano infatti detenuti. Quest’ultimo, secondo gli inquirenti, sarebbe legato al clan Casella-Circone, attivo nella zona est della città. I due fratelli, uniti da una vita complessa, cercavano sostegno reciproco, fino a quando una lite domestica si è trasformata in un omicidio.
Negli ultimi giorni di gennaio, la 22enne aveva condiviso sui social network alcune immagini di una vacanza in Puglia, mostrandosi sorridente e serena. Sebbene fosse conosciuta da tutti come Ylenia, all’anagrafe il suo nome risultava Jlenia. Il fratello Giuseppe, invece, era considerato da amici e conoscenti una possibile promessa del calcio, senza però aver mai raggiunto livelli professionistici di rilievo.
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