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IL CASO

Scontri a Torino, la Procura valuta appello sulle scarcerazioni decise dal gip

Si muove anche la difesa di Campaner, annunciando la richiesta di riesame per il suo assistito

Scontri a Torino, la Procura valuta appello sulle scarcerazioni decise dal gip

La procura di Torino sta valutando l’appello contro la scarcerazione dei tre arrestati per gli scontri del 31 gennaio, al termine della manifestazione nazionale per Askatasuna. La gip Irene Giani aveva disposto i domiciliari per Angelo Simionato, 22enne grossetano sospettato di aver partecipato all’aggressione a un poliziotto, e l’obbligo di firma quotidiano per Matteo Campaner e Pietro Desideri, indagati per altri episodi di resistenza a pubblico ufficiale. Secondo l’informativa della Digos, ci sono state 24 iscrizioni nel registro degli indagati per reati che vanno dalla resistenza e violenza a pubblico ufficiale, al travisamento, porto di armi improprie e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Per identificare ulteriori partecipanti agli scontri, la polizia sta analizzando numerosi video provenienti da telecamere di sorveglianza, televisioni e social. Parallelamente, è stato aperto un fascicolo per devastazione. Le difese si stanno muovendo: «Dopo aver riletto l’ordinanza e parlato con il nostro assistito depositeremo il Riesame», ha spiegato l’avvocato Stefano Coppo, che con la collega Elisa Costanzo assiste Matteo Campaner. Il legale ha ribadito che Campaner sarebbe «del tutto estraneo agli incidenti». Per lui il gip ha disposto l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Angelo Simionato sta scontando i domiciliari presso la casa dei genitori a Montelaterone, frazione di Arcidosso (Grosseto). Su di lui gravano le accuse di lesioni personali, rapina e violenza a pubblico ufficiale.

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