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Il bando
15 Febbraio 2026 - 09:30
Regione Piemonte ha dedicato al settore suinicolo un'opportunità che punta a rafforzare la competitività delle aziende alzando contemporaneamente l'asticella della biosicurezza e della modernizzazione.
L’obiettivo non è solo fornire un aiuto economico ma accompagnare gli allevatori in un percorso di sviluppo coerente. Lo scopo dell’intervento è quello di ottenere risultati misurabili e duraturi attraverso investimenti coordinati. Non si parla solo di grandi opere edilizie; il bando permette infatti di presentare domande anche solo per l'acquisto di macchinari o attrezzature per la stalla, purché siano funzionali a migliorare l'efficienza e la gestione complessiva dell'allevamento.
La partecipazione è riservata agli imprenditori agricoli, sia singoli che associati, in possesso della qualifica di Coltivatore Diretto o IAP (Imprenditore Agricolo Professionale). Per partecipare, è necessario avere un allevamento suinicolo regolarmente registrato in Anagrafe Agricola e operare con i codici Ateco specifici per l'allevamento di suini o misto.
Un dettaglio interessante riguarda gli investimenti collettivi: più imprese possono unirsi per l'acquisto condiviso di macchinari e attrezzature, a patto che esista un legame giuridico stabile tra i soci che garantisca l'uso comune dei beni fino alla scadenza dei vincoli previsti.
Con una dotazione complessiva di 3 milioni di euro, il bando prevede soglie d'intervento precise: la spesa deve essere di almeno 25.000 euro (ridotti a 15.000 per le aziende in zona montana). Si possono ottenere fino a 200.000 euro per azienda, cifra che raddoppia a 400.000 euro nel caso di progetti collettivi. Il contributo base copre il 40% delle spese sostenute. Tuttavia, sono previste maggiorazioni del 10% per chi opera in montagna e di un ulteriore 10% per i giovani agricoltori. Incrociando queste variabili, il sostegno può arrivare a coprire fino al 60% dell’investimento.
Il ventaglio delle spese ammissibili è ampio, parte dall'edilizia, tra costruzione, ristrutturazione o ampliamento dei fabbricati destinati all'allevamento e opere di miglioramento fondiario oltre all’acquisto di stalle esistenti, purché la ristrutturazione pesi almeno per il 20% sul costo totale; non mancano impianti, attrezzature e macchine, incluse le moderne soluzioni di agricoltura di precisione e digitale. C'è poi la biosicurezza, come la realizzazione di recinzioni a norma, e il digitale con software, licenze e soluzioni cloud, spese tecniche per progettazione, studi di fattibilità e asseverazioni veterinarie.
Tutti gli interventi devono essere realizzati sul territorio della Regione Piemonte. Una volta approvato il progetto, l’azienda è tenuta a realizzare almeno il 70% dell'investimento inizialmente previsto per non perdere il diritto al contributo. La scadenza per l'invio delle domande è fissata al 17 aprile 2026.
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