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15 Febbraio 2026 - 11:00
Il settore biologico europeo ha raggiunto una pietra miliare storica, toccando un volume d'affari di 59 miliardi di euro. Secondo il rapporto The World of Organic Agriculture 2026, presentato durante l'ultima edizione di Biofach, i consumi hanno registrato un picco senza precedenti, con una crescita delle vendite al dettaglio pari al 4,1%. In questo scenario, l'Italia si consolida come uno dei pilastri fondamentali del comparto, mantenendo il primato per numero di operatori e per incidenza delle superfici coltivate.
Nonostante la stabilità dei terreni bio a livello europeo (circa 19,6 milioni di ettari), l'Italia si distingue per la qualità della sua rete produttiva. Con oltre 87.000 operatori su un totale europeo di quasi mezzo milione, il nostro Paese guida la classifica dei produttori. Anche sul fronte delle superfici, l'Italia occupa una posizione di rilievo con 2,5 milioni di ettari, preceduta solo da Spagna e Francia. Tuttavia, è nel rapporto con la Superficie Agricola Utilizzata (Sau) che il dato italiano eccelle: con oltre il 20% di terreni bio, l'Italia vanta una percentuale che è quasi il doppio della media europea.
Il mercato europeo vede la Germania in testa con 17 miliardi di euro di vendite, seguita dalla Francia e dall'Italia, che si piazza al terzo posto con 5,2 miliardi. Curioso il dato della Svizzera, che detiene il record mondiale per il consumo pro capite, con una spesa media di 481 euro per cittadino.
Il valore complessivo delle vendite ha raggiunto i 145 miliardi di euro. Gli Stati Uniti rimangono il mercato principale (oltre 60 miliardi), seguiti da Germania e Cina.
Le superfici agricole bio a livello mondiale restano stabili intorno ai 99 milioni di ettari.
Per la prima volta, la velocità con cui crescono i consumi ha superato quella dell'estensione dei terreni coltivati. Come sottolineato da FederBio, questa dinamica impone una riflessione sulla necessità di incrementare la produzione per soddisfare la domanda. La strada tracciata dalle strategie del Green Deal europeo resta il punto di riferimento: il sostegno allo sviluppo agroecologico e gli investimenti mirati in ricerca e innovazione sono considerati gli strumenti essenziali per garantire che il settore continui a crescere in modo sostenibile.
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