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17 Febbraio 2026 - 14:40
Le Commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno approvato l’emendamento del governo al decreto Milleproroghe, che estende anche al 2026 la possibilità per i medici di continuare a lavorare fino ai 72 anni su base volontaria. Il provvedimento dovrà ora essere convertito in legge entro il 1° marzo, con il passaggio al Senato per la seconda lettura.
La modifica consente ai medici che abbiano raggiunto l’età pensionabile di restare in corsia, oppure di rientrare in servizio dopo il pensionamento, purché non abbiano superato i 72 anni. La permanenza avviene esclusivamente su richiesta dell’interessato.
La misura, introdotta per la prima volta nel 2023 e rinnovata negli anni successivi, viene ora prolungata di un ulteriore anno. L’obiettivo è contrastare la carenza di personale sanitario che sta mettendo sotto pressione ospedali e aziende sanitarie locali.
Non tutti potranno beneficiare della norma. Restano infatti fuori i docenti universitari che svolgono attività assistenziale in ambito medico e chirurgico. Inoltre, i professionisti trattenuti o riammessi non potranno ricoprire incarichi dirigenziali.
Per quanto riguarda il trattamento economico, i medici rientrati in servizio potranno scegliere se continuare a percepire l’assegno pensionistico oppure optare per la retribuzione ordinaria prevista dal contratto.
Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha espresso soddisfazione per l’approvazione dell’emendamento, sottolineando come il governo abbia accolto le richieste delle Regioni per garantire continuità ai servizi sanitari. La norma, ha spiegato, permette sia il richiamo dei medici già in pensione tra i 70 e i 72 anni, sia la stipula di contratti temporanei, rafforzando così il sistema sanitario.
Soddisfazione anche da parte del deputato di Forza Italia, primo firmatario dell’emendamento, che ha evidenziato come la proroga rappresenti una risposta concreta alle difficoltà di numerosi ospedali, soprattutto nelle aree più fragili del Paese. Il provvedimento punta a evitare la chiusura di reparti e a garantire assistenza ai pazienti, offrendo una soluzione immediata in attesa di interventi strutturali.
La proroga al 2026 si inserisce in un quadro più ampio di interventi emergenziali per sostenere la sanità pubblica. Pur non risolvendo in modo definitivo il problema della carenza di medici, la misura mira a tamponare le criticità più urgenti, assicurando continuità ai servizi e maggiore stabilità alle strutture ospedaliere.
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