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Carta docente 2026, sì alle spese di viaggio: il bonus copre treni, aerei e abbonamenti

Importo intorno ai 400 euro e platea più ampia: la novità sui trasporti aiuta soprattutto i docenti fuorisede

Carta docente 2026, sì alle spese di viaggio: il bonus copre treni, aerei e abbonamenti

La Carta docente cambia volto e amplia le possibilità di utilizzo. Tra le novità più rilevanti per il 2026 c’è l’introduzione delle spese di trasporto tra gli acquisti ammessi: sarà possibile usare il bonus per biglietti ferroviari, aerei e abbonamenti ai mezzi pubblici. Una misura che rappresenta un sostegno concreto soprattutto per gli insegnanti fuorisede, che potranno coprire i costi degli spostamenti senza dover giustificare la motivazione del viaggio.

Importo ridotto e platea più ampia

Il contributo annuale destinato alla formazione e aggiornamento professionale dei docenti subirà però una riduzione: l’importo dovrebbe attestarsi intorno ai 400 euro, circa 100 euro in meno rispetto alla previsione originaria della legge 107/2015, nota come Legge 107/2015.

Il taglio è legato all’estensione dei beneficiari. Oltre ai docenti di ruolo, rientrano ora anche i precari con contratto fino al 30 giugno e il personale educativo. L’ampliamento della platea ha richiesto un ricalcolo delle risorse disponibili e sta ritardando l’erogazione effettiva del bonus.

Quando arriva il bonus

Al momento si è ancora in attesa del decreto interministeriale che dovrà definire criteri, modalità di assegnazione e importo preciso della Carta. Il provvedimento, previsto entro fine gennaio, non è stato ancora pubblicato, poiché il Ministero sta consolidando i dati relativi ai nuovi aventi diritto.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha spiegato che il ritardo è dovuto proprio all’inclusione dei precari, sottolineando che la Carta ha validità biennale e che le somme non andranno perse. Secondo quanto dichiarato, alle risorse ordinarie – pari a 400 milioni di euro annui – si aggiungono ulteriori fondi europei, per sostenere l’allargamento del beneficio.

Trasporti senza vincoli di motivazione

La novità più significativa riguarda l’utilizzo per i trasporti. Non sarà necessario dimostrare che il viaggio sia legato ad attività formative: la spesa potrà essere effettuata indipendentemente dallo scopo dello spostamento.

Questo significa che un docente che lavora lontano dalla propria città potrà usare la Carta per acquistare un biglietto del treno o dell’aereo per rientrare a casa durante le festività o nei periodi di pausa scolastica. Una svolta importante, soprattutto considerando l’aumento dei prezzi dei trasporti nei periodi di alta stagione.

Tablet e pc in comodato, più spazio al welfare

Oltre ai trasporti, il nuovo assetto della Carta prevede una diversa gestione degli strumenti digitali. In passato gran parte delle risorse – oltre il 60% – è stata spesa per hardware e software, come computer e tablet. Con le nuove regole, saranno le scuole ad acquistare questi dispositivi, per poi concederli ai docenti in comodato d’uso.

L’obiettivo dichiarato dal Ministero è distinguere sempre più tra fondi destinati alla formazione strutturata, che verranno coperti in misura crescente da risorse europee, e la Carta docente intesa come strumento di welfare integrativo. In prospettiva, il modello potrebbe essere esteso anche al personale Ata.

In attesa del decreto attuativo che chiarirà importi definitivi e tempistiche di accredito, la novità sui trasporti si configura come uno dei cambiamenti più attesi: un aiuto diretto per migliaia di insegnanti che ogni anno affrontano spese significative per spostarsi tra città e regioni diverse.

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