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cronaca nera

Sant’Antonino di Susa, aggressione omofoba in trattoria: titolari feriti

Tre donne e un uomo, armati di una spranga di ferro. Le vittime conoscono i carnefici

Sant’Antonino di Susa, aggressione omofoba in trattoria: titolari feriti

Francesco e Massimo

Un gravissimo episodio di violenza a sfondo omofobico ha scosso mercoledì 18 febbraio il centro di Sant’Antonino di Susa.
Nel ristorante La Trattoria dei Colori, i titolari Massimo e Francesco Giacometti sono stati aggrediti da un gruppo di persone durante l’orario di pranzo.
«Alle 12.30 sono entrati tre donne e un uomo, quest’ultimo armato di una spranga di ferro - racconta Massimo -. Mi hanno strappato il cellulare dalle mani e lo hanno scaraventato sul bancone, poi mi hanno colpito con una testata e un pugno, spaccandomi il labbro e un dente.

Al mio compagno hanno messo le mani al collo. Ho reagito d’istinto sferrando un calcio all’aggressore».
Subito dopo l’episodio, Massimo ha chiamato i carabinieri, intervenuti prontamente, che gli hanno consigliato di recarsi al pronto soccorso dell’ospedale di Susa. La prognosi per Massimo è di dieci giorni, con un canino da estrarre a causa dei danni riportati.
Non è la prima volta che la coppia subisce violenze.
Negli ultimi due anni, Massimo e Francesco sono stati vittime di intimidazioni, calunnie e atti vandalici: gomme delle auto tagliate, piante avvelenate, scritte minacciose e accuse false sulla gestione del locale.
Hanno anche disegnato delle svastiche sul locale.
«Invidia, non solo omofobia. Abbiamo sempre lavorato bene».
Due delle quattro persone coinvolte nell’aggressione di mercoledì sarebbero ex dipendenti del ristorante.
«Facevano anche i video, ci registravano, filmavano il tutto, fotocamera puntata mentre ci attaccavano - racconta Francesco -. Gli aggressori di due anni fa e quelli di tre giorni fa frequentano gli stessi posti».
La violenza, che prima colpiva solo sul piano morale e psicologico, questa volta è degenerata in fisica, costringendo la coppia a riorganizzare la propria vita quotidiana: «Prima aprivo il locale al mattino da solo, facevao anche il servizio di colazioni, mentre mio marito Massimo arrivava a pranzo - dice Francesco -. Adesso non me la sento più, abbiamo deciso di non aprire il locale da soli». Francesco è sicuramente scosso da cosa accaduto, ma deciso.
Non hanno intenzione di farsi fermare dagli episodi di violenza.
La coppia, sposata da sette anni e molto conosciuta in paese, ha sporto denuncia per i fatti del 18 febbraio. E presto sarà in tribunale, per il processo che riguarda l’aggressione ricevuta due anni e mezzo fa.

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