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Sanità
21 Febbraio 2026 - 14:10
Le liste d’attesa nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN) continuano a rappresentare una delle principali criticità della sanità italiana. Le cause principali includono distribuzione irregolare di medici e risorse, disuguaglianze regionali e normative frammentarie, che portano talvolta a tempi di attesa superiori a un anno.
Secondo l’ISTAT 2025, nel 2024 circa una persona su dieci ha rinunciato a visite o esami specialistici. I motivi principali sono le lunghe liste d’attesa (6,8%) e le difficoltà economiche nel sostenere le spese sanitarie (5,3%).
Per affrontare il problema, la legge 107 del 29 luglio 2024 ha introdotto misure volte a ridurre i tempi di attesa, tra cui l’istituzione di una Piattaforma nazionale delle liste di attesa online. L’obiettivo è uniformare i dati regionali e informare i cittadini sui tempi necessari per visite ed esami.
Nonostante l’iniziativa, la piattaforma non è ancora pienamente operativa: mancano dati dettagliati a livello regionale e due decreti attuativi fondamentali non sono stati ancora approvati.
La piattaforma monitora oltre 57 milioni di prenotazioni dal gennaio 2025, coprendo tutte le strutture pubbliche e private accreditate, incluse le prestazioni in regime di libera professione. Tra le prestazioni tracciate vi sono:
17 visite specialistiche
95 esami diagnostici, come TAC, risonanze, radiologie, ecografie, mammografie e colonscopie
Le prestazioni sono classificate in base alla priorità sulla ricetta:
Urgente (entro 3 giorni)
Breve (entro 10 giorni)
Differita (entro 30 giorni per visite e 60 giorni per esami)
Programmabile (entro 120 giorni)
Tuttavia, emergono criticità rilevanti: impossibilità di consultare i tempi di attesa per singola struttura o regione, dati non scaricabili, linguaggio tecnico non chiaro e assenza dei tempi massimi di attesa, fondamentale per la trasparenza.
Dai dati della piattaforma, emerge che solo un terzo dei cittadini accetta la prima disponibilità per una visita e meno della metà per un esame diagnostico.
Il sistema di pre-lista consente al paziente di essere riassegnato anticipatamente se si liberano slot, ma solo 4 prenotazioni su 10 rientrano nei tempi massimi.
Nel 2025 sono state prenotate quasi 57,8 milioni di prestazioni, di cui 24,2 milioni di prime visite e 33,6 milioni di esami diagnostici. Le 5 visite più richieste – oculistica, dermatologica/allergologica, cardiologica, ortopedica e otorinolaringoiatrica – rappresentano oltre il 54% del totale.
L’efficienza della pre-lista è limitata: solo il 45% degli esami e il 36,8% delle visite rientra nei tempi previsti.
Le cause principali sono:
Squilibrio tra domanda e offerta, soprattutto per prestazioni non urgenti
Carenza di personale sanitario in discipline critiche come medicina d’urgenza, chirurgia e virologia
Vincoli di bilancio e limitate risorse economiche, che impediscono di ampliare l’offerta
Disuguaglianze regionali: tempi più brevi al Nord, più lunghi al Sud
Inappropriatezza delle prestazioni, con visite ed esami non sempre necessarie che occupano slot preziosi
Problemi organizzativi e gestionali, tra cui inefficienze nelle agende e difficoltà informatiche nel monitoraggio
A diciotto mesi dalla legge 107/2024, persistono criticità importanti. Mancano ancora due decreti fondamentali:
Definizione del fabbisogno di personale del SSN
Linee guida nazionali per la gestione delle prenotazioni CUP
Al 1° febbraio 2026, solo quattro dei sei decreti attuativi previsti risultano pubblicati in Gazzetta Ufficiale, mentre i due rimanenti non hanno scadenza definita. Questo blocco rallenta l’attuazione completa della legge e il miglioramento dei tempi di attesa.
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