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Liste d’attesa nel SSN: come funziona la nuova piattaforma e perché i tempi restano lunghi

Dalla Piattaforma nazionale delle liste di attesa ai decreti attuativi mancanti, tutti i dati su visite ed esami e le principali criticità del Servizio Sanitario Nazionale

Liste d’attesa nel SSN: come funziona la nuova piattaforma e perché i tempi restano lunghi

Le liste d’attesa nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN) continuano a rappresentare una delle principali criticità della sanità italiana. Le cause principali includono distribuzione irregolare di medici e risorse, disuguaglianze regionali e normative frammentarie, che portano talvolta a tempi di attesa superiori a un anno.

Secondo l’ISTAT 2025, nel 2024 circa una persona su dieci ha rinunciato a visite o esami specialistici. I motivi principali sono le lunghe liste d’attesa (6,8%) e le difficoltà economiche nel sostenere le spese sanitarie (5,3%).

La legge 107 del 2024 e la Piattaforma nazionale liste d’attesa

Per affrontare il problema, la legge 107 del 29 luglio 2024 ha introdotto misure volte a ridurre i tempi di attesa, tra cui l’istituzione di una Piattaforma nazionale delle liste di attesa online. L’obiettivo è uniformare i dati regionali e informare i cittadini sui tempi necessari per visite ed esami.

Nonostante l’iniziativa, la piattaforma non è ancora pienamente operativa: mancano dati dettagliati a livello regionale e due decreti attuativi fondamentali non sono stati ancora approvati.

Come funziona la piattaforma e quali dati raccoglie

La piattaforma monitora oltre 57 milioni di prenotazioni dal gennaio 2025, coprendo tutte le strutture pubbliche e private accreditate, incluse le prestazioni in regime di libera professione. Tra le prestazioni tracciate vi sono:

  • 17 visite specialistiche

  • 95 esami diagnostici, come TAC, risonanze, radiologie, ecografie, mammografie e colonscopie

Le prestazioni sono classificate in base alla priorità sulla ricetta:

  • Urgente (entro 3 giorni)

  • Breve (entro 10 giorni)

  • Differita (entro 30 giorni per visite e 60 giorni per esami)

  • Programmabile (entro 120 giorni)

Tuttavia, emergono criticità rilevanti: impossibilità di consultare i tempi di attesa per singola struttura o regione, dati non scaricabili, linguaggio tecnico non chiaro e assenza dei tempi massimi di attesa, fondamentale per la trasparenza.

Tempi di attesa reali e pre-lista

Dai dati della piattaforma, emerge che solo un terzo dei cittadini accetta la prima disponibilità per una visita e meno della metà per un esame diagnostico.

Il sistema di pre-lista consente al paziente di essere riassegnato anticipatamente se si liberano slot, ma solo 4 prenotazioni su 10 rientrano nei tempi massimi.

Numeri su visite ed esami nel 2025

Nel 2025 sono state prenotate quasi 57,8 milioni di prestazioni, di cui 24,2 milioni di prime visite e 33,6 milioni di esami diagnostici. Le 5 visite più richieste – oculistica, dermatologica/allergologica, cardiologica, ortopedica e otorinolaringoiatrica – rappresentano oltre il 54% del totale.

L’efficienza della pre-lista è limitata: solo il 45% degli esami e il 36,8% delle visite rientra nei tempi previsti.

Perché le liste d’attesa restano lunghe

Le cause principali sono:

  • Squilibrio tra domanda e offerta, soprattutto per prestazioni non urgenti

  • Carenza di personale sanitario in discipline critiche come medicina d’urgenza, chirurgia e virologia

  • Vincoli di bilancio e limitate risorse economiche, che impediscono di ampliare l’offerta

  • Disuguaglianze regionali: tempi più brevi al Nord, più lunghi al Sud

  • Inappropriatezza delle prestazioni, con visite ed esami non sempre necessarie che occupano slot preziosi

  • Problemi organizzativi e gestionali, tra cui inefficienze nelle agende e difficoltà informatiche nel monitoraggio

Stato dei decreti attuativi e riforme mancanti

A diciotto mesi dalla legge 107/2024, persistono criticità importanti. Mancano ancora due decreti fondamentali:

  1. Definizione del fabbisogno di personale del SSN

  2. Linee guida nazionali per la gestione delle prenotazioni CUP

Al 1° febbraio 2026, solo quattro dei sei decreti attuativi previsti risultano pubblicati in Gazzetta Ufficiale, mentre i due rimanenti non hanno scadenza definita. Questo blocco rallenta l’attuazione completa della legge e il miglioramento dei tempi di attesa.

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