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21 Febbraio 2026 - 16:25
Dal 2026 i risultati delle prove Invalsi faranno ufficialmente parte del Curriculum dello studente, il documento allegato al diploma di Maturità che riassume l’intero percorso scolastico e formativo di ciascun candidato.
La novità solleva una domanda immediata: i punteggi ottenuti nei test nazionali potranno incidere sul voto finale dell’Esame di Stato? La risposta è no. Vediamo perché.
Con il decreto ministeriale 2/2026, il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha aggiornato struttura e contenuti del Curriculum, adeguandolo alle recenti modifiche della riforma della Maturità.
A partire dall’anno scolastico 2025/2026, i livelli di apprendimento rilevati nelle prove Invalsi — che valutano le competenze in italiano, matematica e inglese — saranno inseriti nel Curriculum in una sezione specifica.
Un aspetto centrale va chiarito: l’integrazione dei risultati avviene solo al termine dell’Esame di Stato. Di conseguenza, i punteggi non influiscono sulla valutazione della commissione.
Resta invece confermato che la partecipazione alle prove Invalsi è requisito necessario per l’ammissione alla Maturità.
Il documento si articola ora in quattro sezioni, pensate per offrire una panoramica completa del percorso formativo dello studente:
Parte I – Istruzione e formazione
Contiene le informazioni relative al percorso scolastico, così come registrate nell’E-Portfolio.
Parte II – Certificazioni
Riporta le certificazioni conseguite nel corso degli studi, comprese quelle linguistiche e digitali.
Parte III – Attività extrascolastiche
Raccoglie le esperienze maturate in ambito non scolastico, come attività sportive, culturali, artistiche o di volontariato.
Parte IV – Prove Nazionali
È la nuova sezione dedicata ai livelli di apprendimento Invalsi, indicati in forma descrittiva e distinti per disciplina. Comprende anche la certificazione delle competenze di comprensione e utilizzo della lingua inglese.
Secondo il Ministero, l’obiettivo è offrire ai diplomati uno strumento di orientamento completo, capace di valorizzare non solo l’apprendimento formale ma anche le competenze acquisite in contesti diversi.
Le prove prenderanno il via il 2 marzo 2026, partendo dagli studenti dell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado.
Ultimo anno delle superiori: dal 2 al 31 marzo, modalità al computer, prove di italiano, matematica e inglese. Le date specifiche sono stabilite dalle singole scuole.
Terza media: dall’8 al 30 aprile, modalità computer-based, stesse tre discipline.
Scuola primaria: prove cartacee con calendario nazionale: 5 maggio inglese (solo quinta), 6 maggio italiano, 7 maggio matematica.
Seconda superiore: dall’11 al 29 maggio, prove al computer di italiano, matematica e competenze digitali.
In sintesi:
Le prove Invalsi restano obbligatorie per accedere alla Maturità.
I risultati saranno visibili nel Curriculum dello studente.
Non avranno alcun effetto sul punteggio finale dell’Esame di Stato.
La riforma introduce quindi un cambiamento documentale e informativo, ma non modifica i criteri di valutazione della Maturità. I risultati Invalsi diventano parte del profilo dello studente, senza incidere sulla decisione della commissione d’esame.
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