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Invalsi nel Curriculum dello studente: cosa cambia per la Maturità 2026

Ecco tutte le novità e il calendario delle prove

Invalsi nel Curriculum dello studente: cosa cambia per la Maturità 2026

Dal 2026 i risultati delle prove Invalsi faranno ufficialmente parte del Curriculum dello studente, il documento allegato al diploma di Maturità che riassume l’intero percorso scolastico e formativo di ciascun candidato.

La novità solleva una domanda immediata: i punteggi ottenuti nei test nazionali potranno incidere sul voto finale dell’Esame di Stato? La risposta è no. Vediamo perché.

Cosa stabilisce il nuovo decreto

Con il decreto ministeriale 2/2026, il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha aggiornato struttura e contenuti del Curriculum, adeguandolo alle recenti modifiche della riforma della Maturità.

A partire dall’anno scolastico 2025/2026, i livelli di apprendimento rilevati nelle prove Invalsi — che valutano le competenze in italiano, matematica e inglese — saranno inseriti nel Curriculum in una sezione specifica.

Un aspetto centrale va chiarito: l’integrazione dei risultati avviene solo al termine dell’Esame di Stato. Di conseguenza, i punteggi non influiscono sulla valutazione della commissione.

Resta invece confermato che la partecipazione alle prove Invalsi è requisito necessario per l’ammissione alla Maturità.

Com’è organizzato il nuovo Curriculum dello studente

Il documento si articola ora in quattro sezioni, pensate per offrire una panoramica completa del percorso formativo dello studente:

Parte I – Istruzione e formazione
Contiene le informazioni relative al percorso scolastico, così come registrate nell’E-Portfolio.

Parte II – Certificazioni
Riporta le certificazioni conseguite nel corso degli studi, comprese quelle linguistiche e digitali.

Parte III – Attività extrascolastiche
Raccoglie le esperienze maturate in ambito non scolastico, come attività sportive, culturali, artistiche o di volontariato.

Parte IV – Prove Nazionali
È la nuova sezione dedicata ai livelli di apprendimento Invalsi, indicati in forma descrittiva e distinti per disciplina. Comprende anche la certificazione delle competenze di comprensione e utilizzo della lingua inglese.

Secondo il Ministero, l’obiettivo è offrire ai diplomati uno strumento di orientamento completo, capace di valorizzare non solo l’apprendimento formale ma anche le competenze acquisite in contesti diversi.

Calendario delle prove Invalsi 2026

Le prove prenderanno il via il 2 marzo 2026, partendo dagli studenti dell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado.

  • Ultimo anno delle superiori: dal 2 al 31 marzo, modalità al computer, prove di italiano, matematica e inglese. Le date specifiche sono stabilite dalle singole scuole.

  • Terza media: dall’8 al 30 aprile, modalità computer-based, stesse tre discipline.

  • Scuola primaria: prove cartacee con calendario nazionale: 5 maggio inglese (solo quinta), 6 maggio italiano, 7 maggio matematica.

  • Seconda superiore: dall’11 al 29 maggio, prove al computer di italiano, matematica e competenze digitali.

Cosa cambia davvero per gli studenti

In sintesi:

  • Le prove Invalsi restano obbligatorie per accedere alla Maturità.

  • I risultati saranno visibili nel Curriculum dello studente.

  • Non avranno alcun effetto sul punteggio finale dell’Esame di Stato.

La riforma introduce quindi un cambiamento documentale e informativo, ma non modifica i criteri di valutazione della Maturità. I risultati Invalsi diventano parte del profilo dello studente, senza incidere sulla decisione della commissione d’esame.

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