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Il fatto

Manoscritti di Mussolini all’asta, scatta il sequestro: tornano allo Stato i fogli sull’incontro con Hitler

Indagine della Procura di Torino: autenticati dal Ris, erano in vendita con richiesta di libera circolazione. Recuperati anche documenti di D’Annunzio

Manoscritti di Mussolini all’asta, scatta il sequestro: tornano allo Stato i fogli sull’incontro con Hitler

Erano finiti in catalogo, pronti per essere battuti all’asta. Cinque fogli manoscritti attribuiti a Benito Mussolini, appunti preparatori dell’incontro con Adolf Hitler del 22 aprile 1944 al Castello di Klessheim. Carte piegate in quattro, con il monogramma “M” in calce. Temi ordinati: forze armate, politica, economia e lavoro. Materiale da archivio di Stato, non da mercato antiquario. Il sequestro è scattato nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Torino e condotta dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei carabinieri del capoluogo piemontese. A far partire gli accertamenti sono stati i controlli periodici sulle vendite all’incanto e la richiesta di Attestato di Libera Circolazione presentata all’Ufficio esportazione della Soprintendenza torinese: autorizzazione necessaria per la vendita e l’eventuale esportazione all’estero. La Soprintendenza archivistica per Piemonte e Valle d’Aosta ha subito evidenziato la rilevanza storica dei documenti. Gli appunti, sebbene privi di data, combaciano per contenuti con i temi discussi nel vertice di Salisburgo, in una fase cruciale della Repubblica sociale italiana. Elementi che hanno rafforzato l’ipotesi investigativa: si tratta di atti redatti dal capo del governo nell’esercizio delle proprie funzioni, su affari civili, militari e rapporti con uno Stato estero. Decisivi gli esami tecnici del Ris di Parma. La comparazione grafologica con scritti certamente riconducibili a Mussolini ha evidenziato analogie significative nel tratto e nella costruzione grafica, confermandone l’autenticità. Ulteriore riscontro, la piegatura dei fogli, compatibile con appunti destinati a essere conservati in tasca. Secondo quanto ricostruito, i manoscritti sarebbero stati immessi sul mercato antiquario da tempo, verosimilmente dispersi nel caos dell’aprile 1945, quando l’archivio personale del duce e parte degli archivi della Rsi scomparvero nel collasso finale del regime. La qualificazione giuridica è netta: beni culturali appartenenti al patrimonio indisponibile dello Stato. Di conseguenza, non alienabili. La restituzione ufficiale è avvenuta il 23 febbraio 2026, durante una cerimonia all’Archivio Centrale dello Stato, dove i documenti saranno custoditi per studio e valorizzazione. Nella stessa occasione sono stati restituiti anche documenti riconducibili a Gabriele D'Annunzio, sequestrati dal Nucleo Tpc di Firenze su segnalazione di un privato cittadino. Tra questi, minute autografe di discorsi ufficiali e un telegramma manoscritto di Mussolini indirizzato al poeta. Un doppio recupero che chiude un capitolo giudiziario e riporta le carte dentro il perimetro pubblico. Non oggetti da collezione, ma atti di governo. E come tali, sottratti al mercato e restituiti allo Stato.

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