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Il caso

Cinque bunker antiaerei a Torino: ma sono utilizzabili?

La domanda del capogruppo dei Moderati Simone Fissolo in Consiglio comunale

Cittadini in pressing per il prolungamento verso Orbassano: il Comitato "Metro oltre Rivoli" non smette di crederci

foto da archivio

Razzi, missili e droni sui cieli di Torino. Per ora è solo fantascienza, ma se l’allarme risuonasse e le tensioni internazionali si facessero più palpabili, dove si rifugerebbero i torinesi?

A farsi questa domanda è il capogruppo dei Moderati in Consiglio comunale Simone Fissolo, che lunedì scorso, in occasione dell’ultima riunione a Palazzo civico, ha presentato un’interpellanza chiedendo lo stato manutentivo dei cinque bunker antiaerei presenti in città. «Il panorama internazionale vive un periodo di grandissime tensioni geopolitiche, molti Stati europei stanno già da tempo adottando misure di sensibilizzazione alla cittadinanza per la gestione di situazioni emergenziali, e recuperando i rifugi esistenti oltre a realizzarne di nuovi», denuncia il capogruppo.

A rispondere, l’assessore alla Cura della Città Francesco Tresso, ammettendo che non è prevista nessuna manutenzione per i locali esistenti, in base ai programmi di Difesa Civile. «Né è prevista la realizzazione di nuovi, in grado di resistere alle sollecitazioni delle attuale armi, comprese le minacce batteriologiche e nucleari», aggiunge.

Insomma, nessun rifugio, neanche la Metropolitana, strutturalmente non idonea, solo - per i credenti - il segno della croce.

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