Cerca

Info utili

Stop al bonus giovani under 35: nel 2026 niente più 500 euro al mese per le nuove attività

La misura per l’imprenditoria giovanile non viene prorogata nel decreto Milleproroghe

Stop al bonus giovani under 35: nel 2026 niente più 500 euro al mese per le nuove attività

Dal 2026 il bonus giovani under 35 non sarà più disponibile. L’agevolazione, che garantiva fino a 500 euro mensili per tre anni ai giovani che avviavano un’attività in settori considerati strategici, non è stata inserita nel decreto Milleproroghe e quindi decade ufficialmente.

La misura resta valida soltanto per le imprese aperte entro il 31 dicembre 2025. Chi ha già ottenuto l’approvazione continuerà a percepire regolarmente il contributo fino alla scadenza naturale del triennio previsto.

Cosa prevedeva il bonus e chi poteva beneficiarne

Introdotto nel 2024, il provvedimento era rivolto a disoccupati under 35 che decidevano di mettersi in proprio. L’incentivo consisteva in:

  • un contributo fino a 500 euro al mese, erogato in anticipo con versamenti annuali;

  • durata massima di tre anni;

  • accesso per attività nei comparti “strategici” (manifattura, costruzioni, servizi professionali, turismo, intrattenimento e altri ambiti produttivi).

L’obiettivo era alleggerire i costi iniziali di avvio e sostenere l’imprenditoria giovanile.

Domande ancora possibili (ma con limiti)

Le partite Iva che hanno aperto l’attività entro il 31 dicembre 2025 possono ancora presentare richiesta tramite il portale Inps, cercando la voce “Incentivo Decreto Coesione”, ma solo entro il 2 marzo 2026.

Le nuove attività avviate nel 2026, invece, non potranno più accedere al contributo.

Addio anche allo sgravio contributivo per i dipendenti

Il bonus non si limitava al contributo diretto. Prevedeva anche un’importante esenzione contributiva per le aziende che assumevano lavoratori under 35 con contratto a tempo indeterminato:

  • sgravio fino a 800 euro al mese per ogni dipendente;

  • valido solo per assunzioni stabili.

Anche questa parte dell’agevolazione è stata cancellata. Restano tutelati solo coloro che avevano già ottenuto il beneficio negli anni precedenti.

Perché il governo ha deciso di non rinnovarlo

Il provvedimento era nato come misura sperimentale con scadenza al 31 dicembre 2025. Al momento della conversione del decreto Milleproroghe, alcune forze politiche avevano proposto di prorogarlo per un altro anno, ma la maggioranza non ha accolto l’emendamento.

Con l’iter parlamentare ormai concluso e la necessità di convertire il decreto in legge entro il 1° marzo, non ci sono più margini per modifiche: il bonus giovani under 35 viene quindi definitivamente archiviato.

Quali incentivi restano attivi nel 2026

Nonostante lo stop a questa misura, rimangono operative altre forme di sostegno all’occupazione:

Bonus assunzioni giovani

  • rivolto ai datori di lavoro che assumono under 35 mai occupati a tempo indeterminato;

  • esonero contributivo fino a 500 euro mensili per due anni;

  • valido per assunzioni effettuate entro il 30 aprile 2026;

  • sgravio al 70% in caso di sostituzione di personale;

  • tetto elevato a 650 euro nelle regioni del Sud, esteso anche a Marche e Umbria.

Bonus donne

  • esenzione del 100% dei contributi fino a 650 euro al mese;

  • per nuove assunzioni a tempo indeterminato;

  • destinato a donne senza impiego regolare da almeno:

    • 6 mesi (nel Mezzogiorno),

    • 24 mesi (Centro-Nord).

Incentivo Zes unica Mezzogiorno

  • dedicato alle imprese del Sud con massimo dieci dipendenti;

  • valido fino al 30 aprile 2026;

  • sgravio contributivo al 70% in diversi casi;

  • destinato ad assunzioni di under 35 disoccupati da almeno due anni.

Cosa cambia per i giovani imprenditori

La cancellazione del bonus comporta la perdita di un sostegno economico significativo per chi intendeva avviare una nuova impresa nel 2026.

Restano attivi incentivi legati all’assunzione di personale, ma non più un contributo diretto per l’autoimprenditorialità giovanile.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.