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A che ora è morta davvero Chiara Poggi?

C'è attesa per la relazione dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo: una diversa collocazione temporale potrebbe incidere sull’intero processo

A che ora è morta davvero Chiara Poggi?

Si avvicina un passaggio cruciale nelle nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. È atteso infatti il deposito della relazione dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, incaricata dalla Procura di Pavia di riesaminare gli atti e chiarire alcuni aspetti centrali del caso, tra cui la determinazione dell’orario del decesso.

L’elaborato entrerà nel fascicolo dell’inchiesta che vede attualmente indagato Andrea Sempio. Una volta acquisita la relazione, la Procura potrebbe procedere con la richiesta di rinvio a giudizio oppure optare per una nuova archiviazione, come già avvenuto nel 2017.

Il nodo dell’orario della morte

Il punto più delicato resta la collocazione temporale del delitto. L’orario del decesso ha infatti avuto un peso determinante nei precedenti gradi di giudizio, in particolare nella vicenda processuale che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi a 16 anni di carcere.

In primo grado Stasi era stato assolto anche sulla base delle consulenze informatiche, che avevano attestato l’utilizzo del suo computer tra le 9:36 e le 12:20 del 13 agosto 2007, fascia oraria in cui stava lavorando alla tesi. Inoltre, la prima autopsia aveva indicato un decesso successivo alle 9:36, elemento che lo escludeva dalla scena del crimine.

Nei successivi gradi di giudizio, però, la finestra temporale dell’omicidio venne ristretta tra le 9:12 (momento in cui Chiara avrebbe disattivato l’allarme di casa) e le 9:36, orario di avvio del computer di Stasi. Una ricostruzione che ha poi condotto alla condanna definitiva.

Le nuove ipotesi: possibile delitto notturno?

Secondo la genetista Marina Baldi, consulente della difesa di Sempio, una diversa indicazione sull’orario della morte potrebbe avere un impatto radicale sull’intero impianto accusatorio.

Le nuove valutazioni si basano esclusivamente sulla documentazione raccolta negli ultimi 19 anni, compresi gli atti autoptici. Tuttavia, alcuni parametri fondamentali – come il peso corporeo della vittima – non furono rilevati all’epoca, creando un quadro definito “deficitario” dalla consulente.

Tra gli elementi analizzabili figurano:

  • il rigor mortis

  • le macchie ipostatiche

  • lo stato di digestione del contenuto gastrico

Tutti indicatori che seguono tempistiche fisiologiche precise e che possono contribuire a restringere il range temporale della morte.

Chiara stava facendo colazione?

Uno dei punti più discussi riguarda la possibilità che Chiara Poggi fosse stata uccisa mentre faceva colazione. Secondo Marina Baldi, questa ipotesi sarebbe poco compatibile con i dati autoptici.

Nel contenuto dello stomaco, infatti, non sarebbero stati trovati cereali integri o alimenti non digeriti, ma tracce che indicavano una digestione già avviata da tempo. Se la giovane fosse stata colpita mentre mangiava, sarebbero stati rinvenuti residui ancora intatti.

Questo dettaglio apre a scenari alternativi:

  • un omicidio avvenuto prima rispetto all’orario finora accreditato

  • oppure addirittura durante la notte precedente

Al momento, però, si tratta solo di ipotesi. Sarà la relazione ufficiale di Cristina Cattaneo a stabilire se vi siano elementi sufficienti per anticipare o posticipare l’ora del decesso, con possibili conseguenze decisive sull’intero procedimento giudiziario.

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