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Il caso

Caso Epstein, arrestato a Londra l’ex ambasciatore britannico Peter Mandelson

L’ex inviato del Regno Unito negli Stati Uniti fermato da Scotland Yard nell’ambito di un’indagine su presunte fughe di documenti riservati

Caso Epstein, arrestato a Londra l’ex ambasciatore britannico Peter Mandelson

Svolta clamorosa nell’inchiesta legata allo scandalo Epstein: Peter Mandelson, già ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti, è stato arrestato a Londra dagli agenti di Scotland Yard nell’ambito di un’indagine su presunte fughe di notizie riservate verso il finanziere americano Jeffrey Epstein.

Secondo quanto riportato da Sky News, il fermo rientra in un procedimento penale che punta a chiarire la possibile condivisione di documenti governativi sensibili durante il periodo in cui Mandelson ricopriva incarichi ministeriali.

Le accuse e l’avvio dell’inchiesta

L’ex esponente di punta del New Labour, già stretto collaboratore di Tony Blair, era finito sotto la lente degli investigatori all’inizio di febbraio. L’indagine è partita dopo che l’esecutivo guidato dal primo ministro Keir Starmer ha trasmesso agli inquirenti una serie di comunicazioni private intercorse tra il politico britannico e Epstein.

Mandelson, 72 anni, era stato sollevato dall’incarico diplomatico lo scorso settembre, quando erano emersi dettagli sul rapporto con il finanziere statunitense, morto in carcere nel 2019 prima del processo per traffico sessuale di minori.

Perquisizioni e documenti sotto esame

L’arresto, disposto dalla Metropolitan Police, è arrivato dopo perquisizioni nelle proprietà londinesi e nel Wiltshire riconducibili a Mandelson.

Dalle email rese pubbliche negli Stati Uniti nell’ambito dello scandalo Epstein emergerebbero scambi di informazioni tra il 2009 e il 2010 relativi a:

  • la stretta fiscale sui bonus dei banchieri

  • il piano straordinario dell’Unione Europea da 500 miliardi di euro per il salvataggio degli istituti di credito dopo il fallimento di Lehman Brothers

Gli inquirenti stanno verificando se tali informazioni, all’epoca riservate, siano state effettivamente condivise in modo improprio.

Effetti politici e tensioni nel Regno Unito

La vicenda ha provocato una forte tempesta politica nel Regno Unito, mettendo in difficoltà la leadership di Starmer, che aveva scelto Mandelson prima come consigliere e successivamente come inviato a Washington.

Pochi giorni prima dell’arresto, il ministro Darren Jones aveva annunciato alla Camera dei Comuni la prossima pubblicazione di una prima tranche di documenti relativi alla nomina di Mandelson. Uno di questi atti, tuttavia, risulta ora coinvolto nell’indagine e sarà diffuso solo in accordo con Scotland Yard.

Il precedente dell’ex principe Andrea

Il caso si inserisce in un contesto più ampio che coinvolge anche l’ex principe Andrea Windsor-Mountbatten, arrestato il 19 febbraio con l’accusa di aver condiviso informazioni riservate con Epstein quando ricopriva il ruolo di inviato speciale per il commercio internazionale.

Il fratello di re Carlo III è diventato così il primo membro di alto rango della famiglia reale britannica ad essere arrestato nell’era moderna.

L’inchiesta è ancora in corso e potrebbe aprire nuovi scenari sul sistema di relazioni e influenze che ruotava attorno alla figura di Epstein, riaccendendo il dibattito pubblico su trasparenza istituzionale, sicurezza delle informazioni e responsabilità politica nel Regno Unito.

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