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Il caso
24 Febbraio 2026 - 19:12
Le indagini internazionali sul caso Epstein continuano ad allargarsi e coinvolgono nuove figure di rilievo della politica britannica. Dopo il fermo del principe Andrea, anche l’ex ministro ed ex ambasciatore nel Regno Unito a Washington Peter Mandelson è stato arrestato dalla polizia del Regno Unito, per poi essere rilasciato su cauzione in attesa di ulteriori sviluppi investigativi.
L’attenzione degli inquirenti resta alta sul network di relazioni costruito negli anni da Jeffrey Epstein, il finanziere statunitense già condannato per reati sessuali. Dopo il caso che ha coinvolto il Prince Andrew, ora sotto la lente c’è anche Mandelson, 72 anni, figura storica del Partito Laburista.
Secondo quanto riferito dalle autorità, l’ex ambasciatore – nominato a Washington un anno fa dal premier Keir Starmer – sarebbe stato fermato con l’accusa di condotta illecita nell’esercizio di funzioni pubbliche. L’ipotesi è che nei primi anni Duemila abbia condiviso con Epstein informazioni governative riservate, potenzialmente sfruttabili a fini economici.
L’arresto arriva a pochi mesi dalla sua rimozione dall’incarico diplomatico, avvenuta dopo l’emergere di dettagli sui rapporti con il finanziere americano.
Il capo d’imputazione contestato a Mandelson ricalca quello mosso al duca di York: presunta divulgazione impropria di dati sensibili durante l’esercizio di incarichi istituzionali.
Sulla vicenda è intervenuto anche Charles III, che ha assicurato piena collaborazione con la magistratura, ribadendo la necessità che “la legge faccia il suo corso”. Analoga posizione è stata espressa dal governo guidato da Starmer.
Il caso ha avuto ripercussioni anche fuori dai confini britannici. Il primo ministro australiano Anthony Albanese si è detto favorevole alla possibilità di rimuovere Andrea dalla linea di successione al trono.
L’Australia, monarchia costituzionale legata alla Corona britannica, mantiene come capo di Stato Charles III, rappresentato da un governatore generale. In una comunicazione ufficiale indirizzata a Starmer, Albanese ha dichiarato che il suo esecutivo sarebbe disposto a sostenere qualsiasi decisione volta all’esclusione del principe dalla successione, sottolineando la gravità delle accuse e l’attenzione con cui l’opinione pubblica australiana segue la vicenda.
Lo scandalo Epstein continua dunque a produrre effetti politici e diplomatici su scala globale. Dalle dimissioni di figure di alto profilo fino ai possibili impatti sugli equilibri istituzionali della monarchia britannica, il caso resta uno dei più delicati degli ultimi anni.
Le indagini proseguono e ulteriori sviluppi potrebbero emergere nei prossimi mesi, mentre le autorità valutano responsabilità e eventuali implicazioni penali.
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