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Il caso
25 Febbraio 2026 - 20:30
Il museo più celebre al mondo perde la sua guida. Laurence des Cars, prima donna nella storia a presiedere il Louvre dal 2021, ha lasciato ufficialmente l'incarico. Le dimissioni arrivano dopo una sequenza di crisi che hanno minato la stabilità dell'istituzione. In un colloquio con Le Figaro, des Cars ha descritto il suo ruolo come quello di un "parafulmine", rivendicando però il merito di aver tentato una modernizzazione profonda nonostante gli errori e le immense difficoltà esterne.
Il declino della presidenza è iniziato simbolicamente lo scorso autunno con un evento che ha scosso la sicurezza museale a livello globale: il furto dei gioielli della Corona. Un commando è riuscito a sottrarre otto preziosi cimeli imperiali dalla Galleria d’Apollo utilizzando un montacarichi in pieno giorno. Nonostante gli arresti, il tesoro non è ancora stato ritrovato.
Gravi problemi logistici e strutturali si sono aggiunti a questo episodio.
Diversi settori sono stati colpiti dall'acqua, inclusi gli spazi limitrofi alla sala della Gioconda. Alcune ali del palazzo sono state chiuse per ragioni di sicurezza architettonica. La Corte dei Conti ha pubblicato un dossier severo sulla manutenzione, mentre i sindacati hanno denunciato carenze croniche, portando a scioperi ripetuti del personale nel dicembre 2025.
Il 2026 si è aperto con la scoperta di un sistema corruttivo interno che ha causato un danno economico superiore ai 10 milioni di euro. Una rete composta da dipendenti e guide turistiche è stata smantellata con l'accusa di aver riciclato biglietti d'ingresso per aggirare i controlli.
Parallelamente, la sicurezza è stata nuovamente violata, questa volta per scopi dimostrativi. Il gruppo "Tutti odiano Elon" è riuscito a esporre illegalmente una foto del 19 febbraio che ritrae Andrew Mountbatten-Windsor in stato di arresto, accompagnata da una scritta satirica riferita alle note vicende legali dell'ex principe e alle accuse di Virginia Giuffre.
La crisi ha portato il governo francese a una mossa di rottura: l'affiancamento a des Cars di Philippe Jost (già responsabile del restauro di Notre-Dame) per una ristrutturazione totale del museo. Questo intervento è stato interpretato dagli osservatori come una perdita di potenziale fiducia verso la presidente.
Attualmente, anche il grande progetto di rinnovamento voluto da Macron, il “Louvre–Nouvelle Renaissance”, risulta bloccato. Il piano, che prevedeva una nuova collocazione per la Gioconda e una gestione più fluida degli ingressi, è in una fase di stallo senza una data per l'assegnazione dei lavori.
Accettando il passo indietro della presidente, l'Eliseo ha parlato di un "atto di responsabilità". In questa fase delicata, la priorità del governo sarà individuare una nuova guida in grado di garantire la messa in sicurezza del patrimonio e dare l'impulso decisivo per completare i lavori di modernizzazione necessari a mantenere il primato mondiale del Louvre.
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