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26 Febbraio 2026 - 19:44
Negli ultimi mesi l’Inps ha intensificato in modo significativo le visite fiscali per i lavoratori assenti per malattia, rafforzando il sistema di controlli domiciliari. I dati aggiornati dell’Osservatorio sul Polo unico di tutela della malattia, relativi al terzo e quarto trimestre del 2025, mostrano un incremento evidente delle verifiche.
Nel solo secondo semestre del 2025 sono state effettuate circa 399mila visite fiscali, con un aumento del 3,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Parallelamente è cresciuto anche il numero dei certificati medici, arrivati a quota 14 milioni, segnando un +2,8% su base annua.
La maggior parte delle certificazioni (circa il 78,7%) riguarda lavoratori del settore privato, mentre la restante parte interessa il pubblico impiego. In totale, le giornate di malattia registrate nel periodo analizzato sono state:
51,6 milioni nel settore privato
13,4 milioni nel settore pubblico
Nel dettaglio:
Nel terzo trimestre 2025 le visite fiscali sono state circa 199mila, con un incremento del 5,8% rispetto al 2024.
Nel quarto trimestre si sono sfiorate le 200mila verifiche, con un aumento complessivo dell’1,6%.
L’incremento dei controlli rientra nella strategia dell’Istituto per contrastare l’assenteismo e garantire un utilizzo corretto dell’indennità di malattia.
Quando un dipendente è assente per malattia, deve essere reperibile al domicilio indicato nel certificato medico. Le fasce orarie di controllo cambiano in base al settore:
dalle 10:00 alle 12:00
dalle 17:00 alle 19:00
dalle 9:00 alle 13:00
dalle 15:00 alle 18:00
Al di fuori di questi orari è possibile allontanarsi senza incorrere in sanzioni, salvo diverse indicazioni specifiche.
Le conseguenze per chi non si fa trovare durante la visita possono essere molto pesanti.
In caso di assenza ingiustificata:
Prima assenza: perdita del 100% dell’indennità per i primi 10 giorni.
Seconda assenza: riduzione del 50% dell’indennità per il periodo successivo.
Terza assenza: perdita totale del trattamento economico.
Nei casi più gravi, soprattutto in presenza di assenze ripetute o di falsa dichiarazione di malattia, il datore di lavoro può arrivare fino al licenziamento per giusta causa.
La stretta sui controlli dimostra la volontà dell’Inps di rafforzare il monitoraggio sulle assenze per malattia. L’aumento delle verifiche punta a ridurre eventuali abusi, tutelare le risorse pubbliche e garantire equità tra i lavoratori.
Il messaggio è chiaro: chi usufruisce dell’indennità di malattia deve rispettare scrupolosamente le regole di reperibilità, altrimenti rischia sanzioni economiche importanti e, nei casi più gravi, la perdita del posto di lavoro.
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