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Via l’eternit, arrivano gli incentivi: il Bonus amianto 2026 vale fino all’80%

Detrazioni fiscali, Ecobonus e contributi a fondo perduto per privati e imprese: come ottenere il massimo dagli incentivi per la bonifica

Via l’eternit, arrivano gli incentivi: il Bonus amianto 2026 vale fino all’80%

Nel 2026 chi decide di eliminare materiali contenenti amianto dagli edifici può contare su diverse agevolazioni economiche, rivolte sia ai privati cittadini sia alle imprese. Le principali opportunità si suddividono in tre strumenti: bonus ristrutturazioni, Ecobonus e bando Inail. Ecco una guida completa con requisiti, percentuali e modalità di accesso.

Bonus ristrutturazioni 2026 per la bonifica dell’amianto

Tra le misure più utilizzate rientra il bonus ristrutturazioni, valido anche per la rimozione dell’eternit da tetti, canne fumarie e altri manufatti edilizi.

Per accedere alla detrazione, l’intervento deve essere classificato come:

  • manutenzione straordinaria

  • risanamento conservativo

  • ristrutturazione edilizia

Aliquote e tetto massimo di spesa

La percentuale di detrazione cambia in base alla destinazione dell’immobile:

  • 50% delle spese per l’abitazione principale

  • 36% per seconde case, immobili commerciali o professionali

Il limite massimo di spesa agevolabile resta fissato a 96.000 euro per unità immobiliare.

Quali spese sono detraibili

L’incentivo copre l’intero processo di bonifica, non solo la rimozione del materiale pericoloso. Rientrano quindi:

  • perizie tecniche, sopralluoghi e consulenze professionali

  • smontaggio, imballaggio e trasporto dell’amianto

  • smaltimento in impianti autorizzati

  • realizzazione della nuova copertura, inclusi materiali e posa

Requisiti obbligatori

Per mantenere il diritto al beneficio è necessario:

  • affidarsi a imprese iscritte all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali

  • effettuare i pagamenti con bonifico parlante

  • presentare il piano di lavoro all’ASL competente almeno 30 giorni prima dell’avvio del cantiere

Come si recuperano le somme

Il rimborso avviene tramite detrazione Irpef, suddivisa in 10 quote annuali di pari importo.

Ad esempio, con una spesa di 10.000 euro sulla prima casa si recuperano 5.000 euro complessivi, distribuiti in dieci anni.

Ecobonus 2026: quando la bonifica migliora l’efficienza energetica

La rimozione dell’amianto può rientrare anche nell’Ecobonus, a condizione che sia collegata a un intervento di riqualificazione energetica.

Le percentuali restano:

  • 50% per abitazione principale

  • 36% per altri immobili

La sostituzione dell’eternit deve però accompagnarsi a un miglioramento delle prestazioni termiche, ad esempio con la realizzazione di un tetto coibentato o di un sistema isolante conforme ai requisiti tecnici.

Massimali e adempimenti tecnici

I limiti di spesa variano in base al tipo di intervento:

  • fino a 100.000 euro per riqualificazione energetica globale

  • generalmente 60.000 euro per isolamento di coperture e pareti o sostituzione infissi

Rispetto al bonus ristrutturazioni, l’Ecobonus richiede più documentazione:

  • asseverazione di un tecnico abilitato

  • Attestato di Prestazione Energetica (APE) prima e dopo i lavori

  • trasmissione dei dati all’ente competente entro 90 giorni dalla fine dei lavori

Bando Inail 2025-2026 per le imprese

Le aziende che intendono bonificare capannoni, laboratori o immobili produttivi possono partecipare al bando Inail 2025-2026, che prevede contributi a fondo perduto.

Entità del contributo

  • 65% delle spese ammissibili

  • finanziamento minimo di 5.000 euro

  • importo massimo di 130.000 euro

  • progetto di almeno 7.693 euro

Se alla bonifica si abbina l’installazione di impianti fotovoltaici per autoconsumo, il contributo sulla parte energetica può salire fino all’80%, con un extra massimo di 20.000 euro, nel rispetto del tetto complessivo.

Spese finanziabili

Il bando copre:

  • rimozione e smaltimento dell’amianto

  • trasporto e conferimento in discarica autorizzata

  • rifacimento delle coperture

  • costi di sicurezza del cantiere

  • progettazione e certificazioni

  • interventi su pareti e controsoffitti contaminati

Chi può partecipare

Possono presentare domanda:

  • imprese di qualsiasi dimensione, incluse ditte individuali

  • enti del Terzo settore

L’accesso dipende dal raggiungimento di un punteggio minimo, calcolato in base a:

  • settore di attività

  • dimensione aziendale (con vantaggio per le realtà più piccole)

  • eventuali certificazioni ambientali

Nel 2026 la rimozione dell’amianto può essere sostenuta attraverso:

  • detrazioni fiscali fino al 50% per i privati

  • Ecobonus legato all’efficientamento energetico

  • contributi a fondo perduto fino al 65% (o 80% con fotovoltaico) per le imprese

Scegliere lo strumento più adatto dipende dalla tipologia di immobile, dalla natura dell’intervento e dal profilo del richiedente. Una corretta pianificazione tecnica e fiscale è fondamentale per sfruttare al meglio le opportunità disponibili.

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