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02 Marzo 2026 - 11:40
Nonostante le promesse di una partenza entro febbraio, la Carta del Docente per l’anno scolastico 2025/2026 non è ancora disponibile. Il ritardo, già annunciato in passato, sta generando incertezza tra gli insegnanti, molti dei quali avevano già pianificato spese per formazione, corsi, libri e strumenti tecnologici.
Il fondo complessivo destinato alla Carta del Docente rimane di 441 milioni di euro, ma da quest’anno potranno beneficiarne anche i docenti precari con contratti fino al 30 giugno e al 31 agosto, oltre ai docenti di ruolo.
Questo ampliamento della platea di beneficiari comporta una semplice conseguenza matematica: con le stesse risorse a disposizione, la quota individuale diminuisce. Le stime attuali indicano che l’importo per ciascun docente potrebbe oscillare tra 390 e 400 euro, rispetto ai 500 euro degli anni precedenti.
È importante sottolineare che:
Per i precari, l’accesso alla Carta rappresenta un nuovo diritto, non una riduzione.
La diminuzione riguarda invece i docenti di ruolo, che vedranno ridotto l’importo disponibile.
Non si tratta quindi di una contrapposizione tra categorie, ma di una gestione del bilancio con risorse limitate.
Il ministro dell’Istruzione ha annunciato anche 270 milioni di euro provenienti dai fondi europei. Tuttavia, queste risorse non confluiranno direttamente nella Carta del Docente personale. I fondi saranno destinati alle scuole per:
acquisto di pc, libri e materiali didattici;
gestione amministrativa;
organizzazione di attività formative interne.
La differenza è netta: la Carta è un budget individuale, mentre i fondi europei restano a disposizione degli istituti, e non influenzano automaticamente l’importo della Carta.
Il ritardo nella riattivazione della piattaforma è dovuto a questioni tecniche e amministrative. Con l’estensione ai precari, è necessario un decreto interministeriale che definisca beneficiari e importi.
I passaggi ancora in corso includono:
il calcolo preciso dei nuovi beneficiari (oltre un milione di docenti);
l’approvazione del Ministero dell’Economia;
aggiornamenti tecnici alla piattaforma online.
Intanto, molti insegnanti stanno anticipando spese personali per libri, corsi e strumenti digitali, spesso con scadenze già fissate.
Al momento, non sono richiesti adempimenti immediati, ma è consigliabile:
Monitorare il sito ufficiale della Carta del Docente;
controllare eventuali comunicazioni del Ministero o dell’istituto di appartenenza;
conservare ricevute e documentazione delle spese sostenute;
seguire aggiornamenti sull’importo definitivo e sulle modalità di utilizzo.
Nel frattempo, è stata lanciata una petizione nazionale per chiedere al Ministero tempi certi per l’accredito della Carta.
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