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Il caso

Vigevano, tre investimenti in pochi minuti: arrestata donna originaria della provincia di Torino

Una 48enne di Strambino, residente a Palestro, ha colpito tre persone con un pick-up tra corso Milano, corso Cavour e viale Petrarca. Il ferito più grave è ricoverato in rianimazione a Pavia

Vigevano, tre investimenti in pochi minuti: arrestata donna originaria della provincia di Torino

Un pomeriggio di terrore ha scosso Vigevano lo scorso venerdì. In appena dodici minuti, Lisa Maddalena Rubeo, una 48enne originaria di Strambino e residente a Palestro è stata protagonista di una serie di investimenti che hanno ferito tre persone. La vicenda è stata ricostruita dai quotidiani locali La Provincia Pavese e Corriere Milano.

Secondo le prime ricostruzioni, tra le 20:13 e le 20:25, un pick-up bianco ha percorso in rapida successione corso Milano, corso Cavour e viale Petrarca, colpendo tre persone a distanza di pochi minuti.

Il primo episodio ha coinvolto una ragazza di 18 anni in bicicletta, investita all’incrocio tra corso Milano e via Verdi. Testimoni hanno descritto il mezzo come sfrecciante, diretto intenzionalmente verso la giovane. La ragazza è stata soccorsa e trasportata all'ospedale San Carlo in codice giallo, senza rischi per la vita.

Poco dopo, in corso Cavour, un uomo sceso dalla propria auto è stato urtato dal veicolo. Il tentativo di investimento è stato accompagnato da manovre pericolose in retromarcia, che hanno danneggiato alcune auto parcheggiate. L’uomo ha raggiunto autonomamente il pronto soccorso di Vigevano e ha riportato una prognosi di cinque giorni, sporgendo regolare denuncia.

Il terzo episodio, il più drammatico, è avvenuto in viale Petrarca, vicino al piazzale del cimitero. Le immagini delle telecamere pubbliche mostrano il pick-up allargare la traiettoria e accelerare verso una bicicletta, trascinandone il conducente per alcuni metri. Il ferito, un barista di 49 anni di Vigevano, è ricoverato in rianimazione al San Matteo di Pavia con trauma cranico e prognosi riservata.

La donna si è poi presentata spontaneamente in questura a Pavia intorno alle 22, ammettendo le proprie responsabilità e restituendo un marsupio appartenente al ferito più grave, rimasto agganciato al veicolo. In dichiarazioni agli agenti, ha parlato di una situazione personale difficile e di un malore, sostenendo di aver cercato aiuto senza trovarlo.

Attualmente la donna si trova nel carcere di San Vittore e dovrà comparire davanti al giudice per l’udienza di convalida. Le verifiche della polizia non hanno rilevato collegamenti tra le vittime, mentre il profilo della quarantottenne viene esaminato anche alla luce di un precedente per lesioni gravissime del 2004.

Gli investigatori si concentrano ora sulla sequenza degli eventi, tre luoghi diversi percorsi in pochi minuti da un’unica traiettoria, per chiarire le dinamiche di questa vicenda che ha lasciato la città senza parole.

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