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03 Marzo 2026 - 09:00
Circa 200 cittadini italiani, tra cui numerosi studenti, si trovano impossibilitati a lasciare Dubai a causa degli sviluppi del conflitto regionale. La Farnesina ha deciso di attivare una speciale unità operativa denominata “Task Force Golfo” per gestire l’emergenza e coordinare l’assistenza tramite ambasciate e consolati.
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha sottolineato che non ci sono rischi immediati per l’incolumità dei connazionali, ma resta la preoccupazione per l’alto numero di italiani presenti negli Emirati Arabi Uniti. La Task Force, composta da 50 operatori, supporta l’Unità di Crisi e risponde alle centinaia di chiamate giunte da chi è rimasto bloccato, inclusi minorenni in viaggio scolastico.
Le autorità consolari a Abu Dhabi e il consolato di Dubai seguono attentamente le situazioni di emergenza. Tra i casi più complessi figurano i 190 studenti collegati al programma WSC World Student Connection, di cui 124 minorenni e 66 maggiorenni tra studenti, docenti e staff. La Farnesina ha reso disponibili 45 camere all’Hotel Le Meridien e ulteriori 20 a Bur Dubai, assicurando assistenza continua da parte dei tutor e del personale educativo.
L’EASA (Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea) ha imposto restrizioni sui voli nello spazio aereo interessato fino al 2 marzo, rallentando il rientro dei viaggiatori. Daniele Bovo, studente di 21 anni bloccato con altri compagni, racconta: “Dovevamo partire lunedì, ma al momento non ci è stato comunicato alcun piano concreto per il rientro”.
Anche personalità italiane si trovano coinvolte, come il questore di Roma, Roberto Massucci, presente negli Emirati per motivi personali, e il politico Crosetto, rientrato successivamente con un volo militare. L’esperienza degli studenti è stata segnata dalla tensione e dalla paura: “Abbiamo visto esplosioni e lampi nel cielo di Palm Jumeirah – racconta un minorenne – ma siamo seguiti dai tutor e abbastanza tranquilli, anche se preoccupati per il ritorno in Italia”.
La situazione resta delicata, con la popolazione italiana nelle zone colpite costantemente monitorata e assistita dalle autorità diplomatiche italiane, in attesa di una graduale ripresa dei voli. La “Task Force Golfo” rappresenta quindi un nodo strategico per garantire sicurezza, supporto logistico e assistenza ai connazionali durante l’emergenza.
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